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PRESIDIO DI CENTINAIA DI CONTADINI DAVANTI ALLA FAO PDF Stampa E-mail
Scritto da SIR   
Mercoledì 19 Ottobre 2011 00:00

faoCentinaia di contadini di tutto il mondo hanno organizzato oggi un presidio davanti alla Fao a Roma, chiedendo agli Stati di introdurre, con i negoziati in corso, nuove regole per il diritto alla terra e alla sovranità alimentare. E’ stata inoltre consegnata al presidente del Comittee on food security (Cfs) la Dichiarazione di Dakar contro il fenomeno del Land Grabbing (accaparramento di terre), sottoscritta da oltre 700 organizzazioni di tutto il mondo durante il Forum sociale mondiale che si è svolto a febbraio scorso in Senegal. Il presidio dei contadini, da oggi e per due settimane, monitorerà i negoziati sulle “Linee Guida Volontarie sulla proprietà della terra” che si concluderanno venerdì e l’incontro dell’organismo di Governo del sistema alimentare multilaterale (Committee for Food security/Cfs) presso la Fao, incentrato sulla grave crisi dei prezzi alimentari in corso. “Ci aspettiamo che gli Stati che partecipano ai negoziati sulla terra approvino delle Linee guida che ci sottraggano dalle mani degli speculatori - ha spiegato Mamadou Ba, portavoce del Conseil National de Concertation et de Coopération des Ruraux del Senegal - e che assicurino l’accesso e il controllo sulle risorse naturali, incluse la terra, l’acqua, le riserve di pesca e le foreste, ai piccoli produttori, alle popolazioni locali, alle comunità indigene e ai popoli in conflitto”.

E’ inutile, ha sostenuto Rehema Bavuma rappresentante ugandese del Forum mondiale dei pescatori “che le agenzie internazionali levino alti lamenti contro il numero delle persone affamate che cresce, quando ai piccoli produttori e alle comunità locali non viene riconosciuto il diritto di coltivare la propria terra, o di pescare nelle acque davanti la propria casa, come succede alle comunità come la mia, affacciata sul Lago Vittoria. Se non si proteggono i piccoli produttori di cibo dalla voracità di terra dei grandi investitori finanziari, come anche dall’invasione delle piantagioni di agro carburanti, la maggior parte degli abitanti del pianeta non avrà più niente da mangiare”. Una battaglia che riguarda anche casa nostra: “Denunceremo le responsabilità delle imprese italiane nell’accaparramento di terre agricole di alcuni dei Paesi più affamati del pianeta – ha annunciato Luca Colombo del Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare - con una specifica campagna che lanceremo a breve. Ma soprattutto denunciamo che anche in Italia, dove in 10 anni hanno chiuso i battenti oltre 1 terzo delle aziende agricole e dove quello agroalimentare rimane il secondo settore industriale del Paese, sono in corso operazioni di speculazioni selvagge a danno dell’accesso alla terra e del diritto alla sovranità alimentare”.

 

 

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