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| KACHIN, LA CHIESA IN AIUTO AGLI SFOLLATI |
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| Scritto da MISNA |
| Sabato 15 Ottobre 2011 00:00 |
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“La crisi ha provocato circa 20.000 sfollati in totale, in maggioranza donne, bambini e anziani. Oggi ancora continuano le scaramucce e abusi, in particolare nei pressi delle città. Se assistiamo da una parte a una diminuzione degli sfollati nei villaggi, dall’altra aumenta il numero di persone che cerca rifugio nei grandi centri” ha scritto in una nota monsignor Sumlut Gam, che è anche il locale responsabile della Caritas. Grazie a donazioni, soprattutto dall’estero, l’ente caritativo cattolico ha potuto fornire ai bisognosi materiale per costruire tende, medicinali, cibo, un’assistenza scolastica e spirituale. “Ma è una situazione precaria, alla quale occorre trovare una soluzione” ha aggiunto il presule birmano. Diversi campi profughi sono stati allestiti in città e in aree rurali. Organizzazioni, religiosi ed esponenti governativi stanno fornendo assistenza agli sfollati, Lo scontro tra l’Esercito indipendentista della minoranza Kachin (Kia) e le truppe di Naypyidaw è scoppiato il 9 giugno scorso, riaccendendo vecchie tensioni finora contenute in un accordo di pace. Tra i motivi del conflitto, oltre a questioni di controllo e sovranità sulla zona etnicamente distante dall’elite governativa, c’era anche il progetto di costruzione di una imponente diga idroelettrica, di cui le autorità centrali hanno di recente ordinato la sospensione. Tentativi di accordi tra il Kia e l’esercito non hanno portato finora a una totale cessazione delle ostilità. |




Sta peggiorando la situazione umanitaria legata al conflitto tra l’esercito indipendentista Kachin e le forze regolari, irrisolto dopo quattro mesi. Lo riferisce alla MISNA monsignor Raymond Sumlut Gam, vescovo di Banmaw, diocesi dello Stato settentrionale di Kachin teatro della crisi.


