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LETTERA DEL PREPOSITO GENERALE DELLA COMPAGNIA DI GESÙ, PADRE NICOLÁS, SUL TEMA DELL'ECOLOGIA PDF Stampa E-mail
Scritto da Radio Vaticana   
Venerdì 30 Settembre 2011 00:00

nicoUna lettera sull’ecologia: l’ha scritta a tutta la Compagnia di Gesù il preposito generale, padre Adolfo Nicolas. La missiva, che porta la data del 16 settembre, incoraggia i gesuiti ad assumersi un impegno per la sostenibilità del pianeta e li invita a una revisione della vita personale, dello stile di vita comunitario e delle pratiche istituzionali in linea con questa missione di riconciliazione con il Creato. Nello stesso tempo, sottolinea la necessità di un cambiamento del cuore affinché, riconoscente a Dio per il dono della creazione, possa assumersi l'impegno che la situazione richiede. La lettera fa riferimento anche a un documento che è stato pubblicato nella stessa data dal titolo: “Ricomporre un mondo frantumato”, elaborato nel 2010 da un gruppo di lavoro formato da gesuiti e laici, uomini e donne, provenienti da tutte le Conferenze dei Provinciali della Compagnia. Questo gruppo era stato convocato dal padre generale ed è stato assistito dai segretari per l'Educazione superiore e per la Giustizia sociale e l'Ecologia. Si tratta di un testo rigoroso e profondo, che offre una sintesi della situazione della Terra, segnalando le tendenze che caratterizzano oggi l'orientamento del cambiamento del clima. Riassume anche le ragioni dell’impegno in questo campo: la minaccia climatica che opprime tante popolazioni con le quali la Compagnia lavora; le radici bibliche e i richiami della dottrina sociale della Chiesa e della spiritualità ignaziana; la richiesta dell'ultima Congregazione Generale; l'invito a collaborare in questo campo che viene lanciato dai movimenti civili ed ecclesiali. Il documento termina con una serie di raccomandazioni molto importanti, dirette alle comunità e istituzioni della Compagnia di Gesù.

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Cari Fratelli e Padri,

La Pace di Cristo.

Con la presente, desidero sottoporre all’attenzione di tutta la Compagnia un tema importante della 35a Congregazione Generale (2008): il nostro impegno nella difesa e protezione della natura e dell’ambiente.
La Congregazione ci ricorda che viviamo in un’epoca di diffusa distruzione ambientale che minaccia il futuro del nostro pianeta (cfr. Decreto 3, No. 33). Di fronte a questa situazione non possiamo rimanere indifferenti. Fortunatamente, uno degli sviluppi positivi nel nostro mondo è una crescente consapevolezza ecologica in molte persone, comunità e organizzazioni. Nei suoi scritti, Papa Benedetto XVI ci ha fortemente esortati a un più profondo rispetto per la creazione e a più decisive misure per la sua protezione.
Già durante la preparazione della CG 34a (1995), diversi postulati ricevuti riguardavano l’ecologia, un argomento che la Congregazione decise che non poteva essere trattato in profondità. Come risultato, nel 1999 il mio predecessore, padre Kolvenbach, chiese al Segretariato per la giustizia sociale di redigere un documento su questo argomento, che apparve con il titolo Noi viviamo in un mondo frantumato. Riflessioni sull’ecologia (Promotio Iustitiae, aprile 1999, n. 70).
La CG 35a ha fatto un passo in avanti nella posizione della Compagnia sull’ecologia integrandola nel decreto sulla missione. Come noi gesuiti siamo chiamati a promuovere e a stabilire delle giuste relazioni con Dio e con gli altri esseri umani, allo stesso modo e con la stessa urgenza, siamo chiamati oggi a ripristinare e a guarire le relazioni frantumate con la creazione.
Al fine di dare un efficace impulso a questa preoccupazione, lo scorso anno ho convocato una task force composta di Gesuiti e collaboratori laici provenienti da tutte le Conferenze. Dopo diversi mesi di lavoro di gruppo e interdisciplinare, la task force ha prodotto il documento, Ricomporre un mondo frantumato, che sta per essere pubblicato nell’edizione elettronica di Promotio Iustitiae (n. 106, in www.sjweb.info).
Questo documento contiene suggerimenti per esaminare la nostra vita personale, gli stili di vita della nostra comunità, e le nostre pratiche istituzionali. Allo stesso modo esso può essere uno strumento utile a passare dai proclami scritti alla vita concreta e alla missione, così che in tutte queste dimensioni della nostra vita, noi contribuiamo alla sostenibilità del pianeta. In questo ambito possiamo fare molto di più utilizzando le attuali istituzioni apostoliche, che siano quelle educative, pastorali o sociali. Possiamo adottare nuovi modi di vita, proporre buone pratiche, diffondere la conoscenza, promuovere la ricerca, e quando opportuno esercitare una influenza politica (Decreto 3, n. 35).
Allo stesso tempo, è chiaro che possiamo essere credibili in questa opera di riconciliazione con la creazione soltanto se noi stessi mostriamo i segni di una maggiore coerenza e di un impegno più responsabile, sia personale che istituzionale, in questo ambito della nostra missione. Questo richiede una conversione del cuore che manifesti la nostra gratitudine a Dio per il dono della creazione e la nostra disponibilità a intraprendere un cammino di conversione.
Consentitemi di esprimere la mia sincera gratitudine alla task force menzionata prima, per l’importante contributo nell’aiutarci a passare dalle parole ai fatti.
Sant’Ignazio ci invita a contemplare la creazione e a vedere in essa il Creatore che dimora in tutte le creature e lavora per noi in ogni particolare realtà e in tutta la storia (Esercizi spirituali, nn. 234 – 236). Con l’intercessione di Sant’Ignazio, prego con le parole del padre Arrupe, che noi possiamo rinnovare con fiducia la nostra offerta di maggior valore e importanza, “imitando e seguendo Gesù che desidera condurre tutte le donne e uomini e l’intera creazione alla gloria del Padre”.

Con affetto nel Signore.
A. Nicolás, S.J.
Superiore Generale

 

 

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