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CARITAS SRI LANKA: EDUCAZIONE RELIGIOSA E DIRITTI UMANI PER COSTRUIRE LA PACE PDF Stampa E-mail
Scritto da Melani Manel Perera   
Martedì 27 Settembre 2011 00:00

caritas“Curare una nazione ferita è il dovere più grande e immediato. In questo processo la Chiesa può svolgere un ruolo significativo”. Così p. George Sigamoney, direttore della Caritas Sri Lanka-Sedec, ha aperto un corso di formazione rivolto a 40 operatori Caritas di India, Pakistan, Nepal e Bangladesh.

Nove giorni (21-29 settembre) per preparare i partecipanti a svolgere un ruolo attivo nel processo di pace nei loro Paesi. Il corso – dal tema “Garantire la pace nell’Asia del sud attraverso l’educazione religiosa e i diritti umani” – si terrà al Paradise Beach Hotel di Negombo (provincia occidentale dello Sri Lanka).

Francis Das, responsabile dell’ufficio regionale di Khulna per la Caritas Bangladesh, spiega: “Nel nostro Paese lavoriamo su progetti di sviluppo, gestione di disastri e assistenza, attraverso i quali stiamo cercando di stabilire pace e giustizia nella società. Questo corso di formazione rafforzerà le nostre strategie di lavoro rendendole più efficaci”.

“Rispetto al nostro Paese – sottolinea Titus Gill, coordinatore del programma Salute e gestione disastri per la Caritas Pakistan – in Sri Lanka non c’è discriminazione, nonostante le molte etnie e religioni. Da noi, invece, c’è sempre un clima di scontri e combattimenti. Per questo speriamo di poter acquisire maggiori conoscenze, identificare strategie efficaci e nuovi strumenti per migliorare il nostro lavoro”.

Durante la sessione inaugurale del corso – alla quale hanno partecipato il nunzio apostolico Joseph Spiteri, l’Alto commissario canadese in Sri Lanka Bruce Levy, il capo delle Risorse umane p. Marianus Kujur sj – la Caritas Sri Lanka-Sedec ha presentato la sua guida “Diritti umani da una prospettiva religiosa”.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Settembre 2011 10:30
 

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