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Minacce terroristiche, partenariato e sviluppo nella regione del Sahel: sono questi i temi su cui si confrontano oggi ad Algeri i ministri degli Esteri di Algeria, Mali, Niger e Mauritania.
“La riunione – scrive il quotidiano algerino ‘El Watan’ – si tiene in un contesto estremamente difficile marcato da nuove attività terroristiche di Al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi), da una più intensa circolazione di armi da guerra e dalla minaccia di una nuova ribellione dei tuareg nel nord del Mali”.
Alla riunione partecipano 38 delegazioni di alto livello, tra cui i rappresentanti di Francia, Stati Uniti, Cina, Gran Bretagna ed esponenti di alcuni organismi delle Nazioni Unite.
Sullo sfondo saranno presenti anche questioni legate alla Libia. Nei giorni scorsi l’Algeria ha dato ospitalità per “motivi umanitari” alla moglie e a tre figli di Muammar Gheddafi; diverse fonti hanno inoltre riferito del passaggio in Niger di un grosso convoglio proveniente dalla Libia e presumibilmente collegato al colonnello.
I fatti libici, scrive ancora ‘El Watan’ citando un’intervista a Ibrahim Ag Bahanga, principale capo ribelle tuareg del Mali morto in circostanze poco chiare a fine agosto, hanno aperto scenari nuovi di cui potrebbero approfittare gruppi ribelli e gruppi terroristici per allargare la propria sfera di influenza. Dalla Libia, conclude il giornale, stanno confluendo verso i paesi del Sahel armamenti appartenenti al vecchio regime di Tripoli ormai in rotta: “La riunione di Algeri deve segnare una differenza con analoghi vertici organizzati nel passato. La situazione non fa che aggravarsi, ha raggiunto oggi uno dei suoi punti più critici, non solo sul piano della sicurezza, ma anche su quello economico e sociale. |