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Con la crescita demografica, lo spostamento dei vari gruppi etnici, la crescita dell’agricoltura, la terra maasai, una volta un immenso pascolo, sta sempre più sentendo il peso dell’urbanizzazione e della mancanza di percorsi adatti alla transumanza delle greggi.
La questione è particolarmente sentita nelle vicinanze dei grandi centri urbani, come Nairobi. Il Forum dei Pastori di Kajado (KPF) ha lanciato l’allarme. “La sub divisione scoordinata delle terre, la crescita di sempre più vasti centri abitati illegali e il blocco di tutti gli accessi naturali al parco nazionale di Nairobi – dice il loro comunicato – sta mettendo in ginocchio il ricambio della popolazione animale del parco, ma anche la possibilità di trovare pascoli adatti per il bestiame della popolazione maasai che vive nel distretto di Kajado”.
Colpevoli sarebbero i costruttori privati che stanno acquistando terreni nell’altipiano di Kaputiei, a sud di Nairobi, e costruiscono case per coprire il fabbisogno di una crescente Nairobi.
Attorno alla capitale sorgono già varie città satellite quali Ongata Rongai, Kiserian e Kitengela, ormai inglobate da Nairobi. Queste città sorgono su un terreno che era stato riservato come corridoio per gli animali selvatici.
Lo sviluppo scoordinato di questi centri abitati sta inoltre mettendo in crisi il sistema idrico del territorio. Per rispondere alla crisi, il KPF ha lanciato un programma di sviluppo e un piano regolatore che mira alla conservazione di 60.000 ettari e ne detta le linee guida per i prossimi 20 anni.
Il piano è stato accolto dal ministero della terra e ora il KPF sta organizzando dei seminari per informare la popolazione, aiutare la comunità a riconoscere il valore del piano, e quindi ad essere in prima linea nella sua realizzazione, nella convinzione che solo il sostegno popolare a questa iniziativa permetterà il suo successo e la conservazione di un territorio importante per la vita dei popoli pastori. |