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Se la media mondiale è di 8 omicidi ogni 100mila abitanti, la media americana è di 14,94, con punte di 44 in alcuni Paesi,
Narcotraffico, criminalità organizzata, disuguaglianze sociali, povertà e bassi livelli di istruzione sono alcuni dei fattori che rendono il continente americano il più violento del mondo.
Lo ha detto Adan Blackwell, segretario per la sicurezza dell'Organizzazione degli Stati americani (OEA secondo l'acronimo spagnolo), durante la 41esima Assemblea generale dell'organismo, tenutasi tra il 5 e il 7 giugno nel Salvador.
Se la media mondiale è di 8 omicidi ogni 100mila abitanti, la media americana è di 14,94, con punte di Paesi che superano le 44 morti violente ogni 100mila abitanti. Praticamente un omicidio ogni 4 minuti.
Il problema della sicurezza è stato il tema principale dell'Assemblea generale e i dati presentati da Blackwell sono contenuti nel dossier Alertamérica.
Secondo il rappresentante della Oea, riguardo alla sicurezza «non è possibile applicare politiche efficaci senza diagnosi efficaci». I diversi Paesi americani - ha segnalato - devono cooperare e scambiarsi esperienze per poter affrontare seriamente il problema.
Secondo i dati presentati dalla Oea, il 90 per cento della popolazione dell'America Latina e dei Caraibi percepisce un sensibile aumento della delinquenza nell'ultimo decennio e teme di essere vittima di un delitto violento. È opinione diffusa che la protezione contro il crimine sia l'aspetto meno garantito della della democrazia nella regione.
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