|
Mons. Menamparampil, presule di Guwahati, ha guidato in 15 anni diverse operazioni di riconciliazione tra diversi gruppi tribali. Un'opera da conoscere
E' salesiano e da decenni opera per la pace, la riconciliazione e la stabilità nell'India nordorientale. Con un'opera instancabile di pacificazione in una regione segnata da continui conflitti territoriali e da scontri etnici, l'arcivescovo di Guwahati, mons. Thomas Menamparampil, si è visto candidato per l'edizione 2011 del premio Nobel per la pace.
Negli ultimi 15 anni l'arcivescovo salesiano, 74enne, ha guidato con successo sette grandi iniziative per la pace. Il “Joint Peace Team” (JPT) dell'India nordorientale, sotto la sua guida, è intervenuto in diversi conflitti etnici nel Nordest dell'India: quello fra i gruppi Bodo e Adivasi (1996); fra Kuki e Paite (1998); fra Dimasa e Hmar (2003); fra Karbi e Kuki (2003); fra Dimasa e Karbi (2004); fra Bodo e i gruppi musulmani a Udalguri (2010); e fra Rabha e Garo (2011).
«Il fatto che dei cristiani negozino per la pace in situazioni di conflitto potrebbe non essere considerato un atto politicamente corretto – ha detto mons. Menamparampil – ma quando leader della Chiesa e illustri cittadini provenienti dalle fazioni di guerra si uniscono a me nel processo di risoluzione del conflitto, la Parola di Dio diventa viva nella vita delle persone e da essa fiorisce la pace».
La candidatura, che ha trovato consensi tra i vescovi e tra i leader religiosi e civili locali, è stata suggerita dal periodico italiano “Il Bollettino Salesiano”, che nell'ultimo numero ha dedicato all'arcivescovo di Guwahati un ampio approfondimento.
Oltre ad essere un invitato speciale al sinodo dei vescovi per l'Asia, attualmente mons. Menamparampil presiede la Conferenza dei Vescovi dell'India Nordorientale, è presidente nazionale della Commissione Episcopale per l'educazione e la cultura, mentre è a capo della Federazione delle Conferenze Episcopali dell'Asia nella guida della Commissione per l'evangelizzazione. Membro di diverse commissioni vaticane, nel 1998 a Mumbai il prelato ha inoltre ricevuto il prestigioso premio umanitario “Padre Maschio”. |