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Gruppi di manifestanti sono scesi in piazza oggi a Nairobi e Kampala, in occasione della presentazione dei bilanci preventivi da parte dei ministri delle Finanze, per protestare contro l’aumento dei generi di prima necessità che ha colpito i mercati dei due paesi e, in generale, quelli dell’Africa Orientale.
Lo riferisce la stampa locale secondo cui, nella capitale ugandese, le forze di polizia avrebbero proceduto inoltre con l’arresto di alcuni esponenti di opposizione scesi in strada con i manifestanti.
Un resoconto degli incidenti, che hanno coinvolto la zona dell’università di Makerere, viene riportato questa mattina dal quotidiano ‘The Monitor’, accanto alla notizia della caduta dello shilling, valuta nazionale ugandese, ai minimi storici rispetto all’euro e al dollaro.
Nonostante l’annuncio da parte di entrambi i governi di Nairobi e Kampala, di voler procedere con un taglio alle tasse e a programmi di sostegno per le fasce più povere della popolazione, secondo il quotidiano keniano ‘The Nation’ il bilancio ha accolto “reazioni diverse” dall’aperta opposizione all’incerto sostegno.
A convincere diverse centinaia di cittadini a scendere in piazza, sottolinea il ‘Nation’ sono gli aumenti indiscriminati degli ultimi mesi: “Due chili di mgorogoro (farina di mais) costano 120 shilling, circa il doppio rispetto a sei mesi fa – racconta una manifestante – e come se non bastasse sono aumentati pure i prezzi di patate e riso. Non sappiamo più come fare”. |