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L’AFRICA CHIEDE UNA SOLUZIONE PER I MIGRANTI |
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Scritto da MISNA
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Lunedì 06 Giugno 2011 00:00 |
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Un cessate-il-fuoco che permetta di avviare negoziati in vista di una fase di transizione e di un futuro democratico: resta questo l’obiettivo dell’Unione africana (Ua), tornata a evidenziare ad Addis Abeba la necessità di “una soluzione politica” della crisi libica.
Nella sede dell’organismo nella capitale etiopica, ieri si è svolto un incontro di un comitato ad hoc per la Libia al quale hanno partecipato i presidenti di Repubblica del Congo, Mali, Mauritania, Sudafrica e Uganda.
Il rilievo della riunione era accresciuto dal fatto che la prossima settimana il capo di Stato sudafricano Jacob Zuma dovrebbe incontrare a Tripoli il colonnello Muammar Gheddafi. Secondo un portavoce del presidente, l’obiettivo della visita è trovare “una soluzione durevole al problema libico” e non, come riferito da alcuni mezzi di stampa, concordare “una strategia d’uscita” per Gheddafi.
Ad Addis Abeba il presidente della Commissione dell’Unione africana Jean Ping ha sottolineato che “solo una soluzione politica può portare a una pace durevole e soddisfare le legittime aspirazioni del popolo libico”. Il dato di fondo è che il conflitto tra le forze di Gheddafi e i ribelli che controllano l’est del paese aggrava giorno dopo giorno una crisi umanitaria. Alla MISNA lo dicono anche alcuni religiosi residenti a Tripoli, impegnati nell’assistenza ai tanti migranti sub-sahariani che stanno cercando di lasciare la Libia. Molti di loro sono accampati a Choucha, un campo profughi al di là del confine tunisino dove le condizioni di vita restano precarie e dove nel fine-settimana almeno quattro eritrei sarebbero morti dopo l’inizio di un incendio in circostanze da chiarire. |