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LOTTA ALLE ARMI IN BRASILE PDF Stampa E-mail
Scritto da Sara Milanese   
Mercoledì 18 Maggio 2011 00:00

nogungrasUna campagna per il disarmo, contro il crimine e la compravendita illegale di armi. Che punta a creare una cultura contraria alla violenza.

Meno armi, meno crimini: con questo slogan il governo del Brasile spera di convincere la popolazione a consegnare le armi inutilizzate perché vengano distrutte.

Il Ministero della giustizia ha deciso di anticipare di un mese la campagna nazionale per il disarmo già prevista in calendario, come reazione alla sparatoria in una scuola media a Realengo, quartiere periferico di Rio de Janeiro. Lo scorso 7 aprile un giovane di 24 anni ha fatto irruzione nella sua ex scuola sparando all'impazzata, uccidendo 12 alunni e ferendone una ventina. Un episodio che ha profondamente segnato tutta la città. E l'opinione pubblica: il giovane ha sparato con armi comprate in nero, riaprendo quindi il dibattito sul disarmo e sul controllo del traffico nel paese.

L'obiettivo della campagna è far sparire quante più armi possibili dalla circolazione e ridurre il tasso di omicidi; due fattori tra loro collegati, come confermano diversi studi a riguardo.

La campagna è stata quindi ufficialmente lanciata il 7 maggio, il governo ha promesso che le armi consegnate saranno velocemente indennizzate e che verrà garantito l'anonimato dei volontari, i quali non saranno tenuti a dare nessuna informazione su di loro. Le armi verranno distrutte immediatamente a martellate, non appena consegnate e davanti ai loro ex proprietari. Nelle due campagne precedenti (2003/2004 e 2008/2009) vennero raccolte rispettivamente 460 mila e 40 mila armi. Per la campagna attuale finora il governo non ha voluto sbilanciarsi sui possibili risultati. Nel paese si stima circolino 16 milioni di armi, di cui meno della metà appartengono alle forze armate. Le altre arrivano quasi tutte dal mercato nero.

La campagna sta incontrando però delle opposizioni: il Movimento Viva Brasil, afferma che condotta in questo modo, la campagna non colpirà il crimine, perché a consegnare la armi saranno solo quei cittadini che non userebbero mai un'arma. La timida adesione registrata finora dalla campagna confermerebbe questa teoria: il primo giorno nella città di Rio sono state consegnate e distrutte 100 armi, di cui 80 arrivavano da un'esposizione.

Viva Brasil non si limita però a questo: sostiene che è diritto di ogni cittadino difendersi e invita a non aderire al disarmo. Un messaggio che danneggia uno degli obiettivi fondamentali della campagna nazionale: quello di dare vita ad una cultura di pace che rifiuta la violenza e il ricorso privato alle armi. E che da solo basta a giustificare tutta l'iniziativa.

 

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