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PRIMAVERA ARABA E DOPPI STANDARD, LA TESI DI AMNESTY |
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Scritto da MISNA
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Mercoledì 18 Maggio 2011 00:00 |
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“Bisogna evitare che il 2011 diventi una falsa alba per i diritti umani” ha detto Christine Weise, la presidente della sezione italiana di Amnesty International, presentando ieri a Roma un rapporto dominato dalle speranze e dai problemi della cosiddetta “primavera araba”.
In merito ai rivolgimenti politici e sociali che da dicembre stanno attraversando il Nord Africa e il Medio Oriente, gli attivisti dell’ong con sede a Londra parlano di “una sfida a governi repressivi” di importanza epocale. Al di là della caduta dei presidenti egiziano Hosni Mubarak e tunisino Zine el Abidine Ben Ali, però, gli esiti di questa sfida restano incerti. “Il periodo di euforia seguito alla caduta dei dittatori – ha sottolineato la Weise – si scontra presto con la realtà: il collasso dei regimi è solo il primo passo verso la libertà”.
Nel rapporto di Amnesty, intitolato “La situazione dei diritti umani nel mondo 2011”, attenzione particolare è dedicata alla libertà di espressione. I movimenti popolari di protesta che stanno attraversando il mondo, “dall’Azerbaigian allo Zimbabwe”, sono guardati attraverso il prisma dei diritti negati. Secondo Amnesty, servirebbe anzitutto che le “grandi potenze” sostenessero le riforme in modo coerente e a livello globale. Finora le cose sono andate diversamente, come rivela il “doppio standard” adottato ad esempio dagli Stati Uniti nei confronti di alleati e nemici. Da una parte, l’intervento militare a sostegno dei ribelli in Libia e le sanzioni contro il governo siriano; da un’altra, l’estrema cautela nei confronti dei dirigenti dello Yemen e del Bahrain, basi strategiche per la presenza americana nella Penisola arabica e nel Golfo Persico. |