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L’intervento del card. Rilko, di p. Felipe Gomes di Manila e del card. Toppo. Riscoprire il battesimo per affrontare le sfide dell’Asia: globalizzazione, povertà, violazione dei diritti umani, relativismo e fondamentalismo. Il continente ha visto molte ondate di evangelizzazione, ma anche molte persecuzioni. La storia piena di successo della conversione dei tribali. Il canto nella luce e nell’oscurità.
Seoul: I laici cattolici in Asia sono una “minoranza creativa” e hanno un ruolo decisivo per il presente e il futuro del continente: è quanto sottolinea il card. Stanislaw Rilko, presidente del Pontificio consiglio per i laici ai membri delle Chiese asiatiche radunate nel Congresso che si è aperto oggi a Seoul, sul tema “Proclamare Gesù Cristo nell’Asia oggi”.
Radunati in una sala modernissima, presso la cattedrale di Myongdong, dedicata all’Immacolata, vi sono circa 400 laici da 20 Paesi dell’Asia (escluso il Medio oriente): fedeli delle nuove Chiese dell’Asia centrale e della Mongolia; Chiese mature come quella dell’India o della stessa Corea; Chiese povere come quelle del Nepal e del Pakistan; moderne e ricche come quella del Giappone. Le uniche comunità che non hanno risposto all’appello del Pontifico consiglio sono quelle della Cina popolare (ma sono presenti Hong Kong e Taiwan), la Cambogia e il Bangladesh, oltre naturalmente alla Corea del Nord, soffocata da una dittatura spietata. Da oggi fino al 5 settembre sono previste diverse relazioni e discussioni tutte tese a rendere più missionari i laici di questo continente che è ormai presente da protagonista nella ribalta economica, sociale, politica mondiale.
L’enorme compito che attende i cattolici asiatici non è risolvibile con strategie e organizzazioni, ma con un affondo personale nel rapporto con Gesù Cristo. Per questo, il primo passo che il card. Rilko ha chiesto all’assemblea è di “riscoprire il proprio battesimo” per essere ancora di più “sale” e “lievito” del continente. “Anche il sale nel cibo è in minoranza – ha detto – ma dà sapore”. Il vero problema – ha sottolineato – “non è essere minoranza, ma essere irrilevanti” nella società.
Prima delle relazioni, dei saluti e dei messaggi del papa e del presidente Lee Myung Bak, tutta l’assemblea ha partecipato alla messa presieduta dal cad. Rilko nella cattedrale dell’Immacolata, a cui ha partecipato anche il card. Nicholas Cheong di Seoul. |