Globalizzazione


La globalizzazione di per sé non è né positiva né negativa, è un valore neutrale. Essa si avvale soprattutto dei mezzi di comunicazione per rendere quanto desidera presente a tutti (TV, radio, giornale, internet). I mass-media, come organi di informazione, hanno bisogno di sostenersi. Sotto sotto, con la pubblicità, troviamo quelle che chiamiamo multinazionali. Sono queste in realtà che governano il mondo e creano mentalità. Vediamo per esempio quanto è successo all'ultimo incontro dei G8 a Genova: poche centinaia di persone hanno impedito a centinaia di migliaia di far valere la propria voce. Quanto sappiamo di ciò che è accaduto a Genova? Solo quei casi di violenza mostrati daí mass media. Questi infatti non si sono interessati dei veri problemi di coloro che protestavano all'incontro: debito estero, medicine per tutti, economia, immigrazione, ... In altre parole, le multinazionali creano, con la loro pubblicità, i bisogni dove non ci sono!
Attraverso la WTO (world trade organization), organo che controlla il commercio mondiale, le multinazionali (TNC) sono praticamente appoggiate da tutti i governi, anche senza saperlo, e pensano solo al profitto. Essi per fare il commercio hanno bisogno di propaganda, materia, denaro e legge. Tutto questo è garantito dagli accordi con i governi. In pratica, queste multinazionali hanno creato e posseggono tanto denaro, molto più del valore di quello che c'è nel mondo. In poche parole possono comprare tutto, anche le nazioni. A questo punto il denaro non può più essere la misura per il commercio!
Noi missionari abbiamo poca informazione e meno formazione per poter capire a fondo questi problemi. Non abbiamo tempo per leggere, né tantomeno approfondire! Questo ci fa succubi, anche senza saperlo, della globalizzazione e di quanto essa produce. Come chiesa cattolica (una grande multinazionale presente in tutto il mondo) potremmo e dobbiamo intervenire per far fronte a questa situazione, anche usando la stessa globalizzazione (abbiamo una "rete" efficientissima). Dobbiamo avere il coraggio di uscire dalle nostre strutture e vedere di più i contenuti. Anche l'allamano sarebbe un uomo di "oggi" impegnato ad usare tutti i mezzi a disposizione.
Gli istituti missionari (39 ne sono membri) per venire incontro a questa situazione hanno creato l'AEFJN (Africa-Europe faith and justice network). È questo un organo di protesta e proposta al parlamento europeo con sede a Bruxelles. Sostenuto dagli stessi istituti, fa presente le situazioni di ingiustizia nei paesi africani in modo che ci siano degli interventi appropriati.
L'AEFJN si serve di ANTENNE, che sono i missionari stessi in Africa i quali procurano le notizie. Dobbiamo cercare di partecipare a queste Antenne nelle nostre regioni, lì dove ci sono e crearne se è il caso. Questo può diventare un impegno concreto per noi promotori di GP.
Dall'assemblea ci viene ricordato anche di non dimenticare quanto di ingiusto succede a casa nostra (operai, linguaggio,...). Anche ciò è compito di GP nelle nostre regioni ed è bene tenerlo presente e farlo presente ai momenti opportuni.
Queste riflessioni e impegni devono entrare in quel vademecum del promotore di GP.