LUNEDI 11 DICEMBRE 2000

La giornata inziò alle sette e trenta della mattina con l'animazione liturgica a carico della Regione Venezuela. La celebrazione eucaristica fu presieduta da P. Rivas, che ci invitò a fare un cammino assieme, per creare così una coscienza di GP. Questo tempo di Avvento è assai propizio per fare di questa realtà un' impresa nei nostri cammini di evangelizzazione, considerando che dovremmo essere straordinari nell'ordinario, come ci indicava il nostro Fondatore.

L'assemblea iniziò a lavorare alle 9.00. suor Edviges Giacomozzi, moderatrice di turno, ci invitò a considerare il tema di riflessione della mattinata: Situazioni di violenza in America Latina. Approssimazioni, sfide e proposte. (Vedere allegato). Padre Josè Auletta presentò l'esperto del tema, il teologo laico argentino Oscar Antonio Campana e invitò i presenti ad approfittare al massimo della sua esposizione, dato che si tratta di un tema molto importante per la nostra attività in America Latina.

Il signor campana cominciò la sua presentazione constatando che A.L. è un continente molto violento che sta imparando a convivere con la sua violenza. A.L. occupa il secondo posto del mondo ranking continentale con 140.000 vittime di assassini per anno. Da questa constatazione e partendo da una prospettiva socio-storica, l'esperto affermò che " A.L. nacque per così dire con una colpa originale escludendo e continua a escludere". A riguardo sotolineò i seguenti punti:
1. Le guerre di conquista e lo sterminio dei popoli indigeni.
2. Le diverse forme di schiavitù.
3. L'imposizione culturale e religiosa.
4. Le guerre di indipendenza.
5. Le nuove forme di imperialismo.
6. Le dittature militari e la dottrina della sicurezza nazionale.
7. La crisi del debito estero.
8. L'era del correttivo neo liberale strutturale.

A continuazione, sottolineò i "Mille facce della violenza", che si manifestano così: l'esclusione sociale, politica ed economica che scatena reti di violenze a tutti i livelli.
L'esclusione risulta oggi come la madre di tutte le violenze: culturale, etnica, familiare, sessuale, delinquenziale, poliziesca, repressiva etc.
Il signor Campana, terminando la prima parte dell'esposizione, dettò 5 domande da elaborare in gruppo:
1. Che tipi di violenza si manifestano nel luogo dove svolgete la vostra missione pastorale?
2. Che risposte si tentano di fronte a queste manifestazioni?
3. Con quali persone, gruppi e/o istituzioni si danno tali risposte?
4. Da quale aspetto teorico siete soliti affrontare i problemi relazionati con la violenza?
5. In che cosa considerate che dovete modificare la vostra prassi? Perché? In qual modo?

Il moderatore ci invitò a prendere il caffè; alle 10.30 iniziamo il lavoro di gruppo per poi ritrovarci in assemblea alle 11.15. I gruppi furono creati di nuovo perché alcuni superiori se ne erano già andati. Risultarono formati 3 gruppi. L'assemblea riprese il lavoro ascoltando il gruppo 3.

1. Che tipi di violenza si manifestano nel luogo dove svolgete la vostra missione pastorale?
-Riflettono situazioni causate da mancanza di lavoro, alcoolismo, prostituzione, guerriglia.
-Una violenza che prende la famiglia e che crea famiglie mononucleari con madri e figli soli.
-Culturale, con persone esterne, che impone codici.
-Ecologica: contro la terra.
-Nel campo dell'educazione.
-Nel settore della salute.
-Contro la donna: marginalizzazione, abuso sessuale, mancanza di rispetto alla sua uguaglianza, etc…
-Il potere dello sfruttamento a causa di insediamenti.
-Violenza della legge della foresta dove il piu' grande si mangia il piu' piccolo; il povero sfrutta un altro piu' povero.
-Istituzionalizzata, sia politica, sociale o religiosa.
-Presente nei mezzi di comunicazione sociale.
-In zone geografiche di conflitto dove sta operando la guerriglia.
-Implosiva: poveri che soffrono la fame, nella salute, la violenza poliziesca, del crimine organizzato. Una violenza di cui e' oggetto il povero e delle cui ripercussioni soffre la sua famiglia.

2. Che risposte si danno di fronte a queste manifestazioni?
3. Con quali persone, gruppi, e/0 istituzioni si danno tali risposte?
-I poveri non contano, bisogna creare la fiducia nelle persone, rendendole capaci di essere protagonisti.
-Promuovere campagne di pressione affinché quanti si trovano nell'ambito del potere facciano qualcosa.
-Usare i mezzi di comunicazione per coscientizzare.
-Sviluppare una coscienza critica negli agenti di pastorale.
-Mirare alla coscientizzazione e organizzazione all'interno delle comunità.
-Realizzare laboratori, tavole rotonde, per la coscientizzazione locale dalla prospettiva delal non-violenza.
-Appoggio a microrealizzazioni e progetti con esiti lavorativi.
-Creare un piano globale di pastorale che sia frutto di un discernimento, avendo come centro la Parola di Dio e che sia il risultato di uno studio interdisciplinare realizzato tra esperti.
-Creando cooperative.
-Stabilendo contatti con avvocati e altri esperti e sviluppando reti di comunicazione (networking).
-Mettersi in discussione a partire dai laici e dai centri di investigazione competenti per informarci e formarci in tema di GP.
-Tramite campagne di sensibilizzazione fuori del Paese.
-Collaborando a livello intercongregazionale con ONG o altri organismi che difendono i Diritti Umani, così pure coscientizzando vescovi e politici.
-Riconosciamo che ci troviamo in un cammino di promozione delle persone. Ciò le aiuta a poter riconoscere i propri diritti e formarsi una coscienza critica davanti alle ingiustizie che subiscono.
-Dobbiamo coinvolgere più esperti nei temi trattati; questo aiuta le persone a conoscere le leggi, acquistare maggiore autorità e crescere nella propria stima.
-Nei nostri Istituti ci manca comunicazione. Dobbiamo sforzarci di pubblicizzare maggiormente ciò che stiamo facendo, specialmente in situazioni di rischio, sia a livello nazionale, come internazionale.
-Sapere ascoltare e lasciare che la gente produca e proponga soluzioni.

4. Da quale aspetto teorico siete soliti affrontare i problemi relazionati con la violenza?

-Il Vangelo.
-L'analisi critica della realtà.
-La Carta dei Diritti Umani.
-I Documenti della chiesa.
-Una lettura critica dei mezzi di comunicazione sociale.

5.In che cosa considerate che dovete modificare la vostra prassi? Perché? In qual modo?

-Migliorare il dialogo per ottenere una comunicazione più efficace.
-Affrontare i temi non solo a livello locale ma anche a livello globale.
-Cercare di essere più coerenti con quanto diciamo e affermiamo.


Il signor Campana, riprese la parola e concluse la sua esposizione, spiegando le ragioni della violenza dal punto di vista antropologico-culturale, filosofico, socio-storico, e tentando sfide e risposte, così pure rischiando una nuova logica. Terminò dicendo: Non si tratta di fare un mondo migliore. Si tratta di costruire un mondo nuovo. Questa e' la scommessa in cui ne va della vita, con tutto ciò che questo significa: essere segni viventi di un Cristo che infranse la logica della violenza e contro-violenza per mezzo di quella dell'amore, della compassione, misericordia, del perdono, e della consolazione.
Al termine della presentazione, si chiesero alcune spiegazioni al Sig. Campana che aggiunse: la logica del sistema funziona perche' e' accettata da molti. Bisogna però cercare sementi già esistenti nella realtà per esempio la stanchezza, vista nella prospettiva della samaritana. Che acqua cerca questa donna? Che tipo di acqua le offriamo? La chiesa deve essere più profetica, con capacità di rischio. La chiesa in realtà come queste, deve cercare altri modi di esistere e di essere segno profetico e Buona Novella.
Il coordinatore ringraziò per questo tema così importante che ci aiutò ad approfondire una realtà tanto complessa, qual è la violenza in A.L.; l'assemblea di lavoro mattutina arrivò fino alle 12, 25.
Il lavoro del pomeriggio iniziò alle 15.05 con la presentazione delle relazioni GP da parte delle Regioni. La moderatrice del pomeriggio presentò l'ordine di esposizione e a sua volta ricordò che erano disponibili solo 30 minuti per le presentazioni e che al termine si darebbe spazio alle domande. La Regione Nord America presentò per prima la sua realtà.

Regione Nord America

P. Jean Parè, per IMC e la Consigliera Generale, S. Angeles Mantineo, rappresentante delle suore MC degli Stati Uniti, descrissero la realtà di GP nel Nord America.
P. Jean Parè, nella sua relazione ci parlò della violenza in Nord America.

-Negli ultimi 5 anni negli Stati Uniti è diminuita la criminalità di un 10% (secondo il NCVS: National Crime Victimation Survey); cosi pure, il crimine contro la proprietà negli ultimi 20 anni è diminuito di un 9%.
-In Canada, la violenza è diminuita pure in ogni categoria. Per esempio, l'omicidio sta regredendo dal 1970 e la criminalità tra i giovani è molto minore.
Nonostante tali constatazioni statistiche riguardo alla diminuzione della criminalità, l'opinione pubblica ha l'impressione che oggi la realtà Nordamericana è più violenta che mai.
-2/3 degli omicidi sono causati da armi da fuoco. In Nord America esistono 223 milioni di armi da fuoco delle quali non c'e' alcun controllo.
-Altro elemento è la droga. Ci sono molti studi al riguardo. Il più interessante è quello fatto con i prigionieri. Per esempio il Survey of Inmates in State and Correctional Facilities del 1997 afferma che: il 33% dei prigionieri in carceri statali e il 22% nelle carceri federali sono drogati quando commettono il delitto. Il Canada può mettere qualcuno in prigione solo quando lo si trova nell'atto di spacciare droga.
-Altro fattore che contribuisce alla violenza è l'esistenza di gruppi estremisti di militanza molto fondamentalisti. Per esempio, i Supremacistas Blancos, che sono antisemiti, razzisti, e si battono per una società solo di bianchi. Gruppi armati, gruppi estremisti, contro l'aborto e anti-tasse, etc…
-Altro elemento da considerare, specialmente in Canada è la violenza domestica. La metà delle donne sono state violentate all'interno della loro casa, almeno una volta in vita. Anche se la violenza domestica si è ridotta negli ultimi 8 anni a un 8%, tale violenza va trasmettendosi di generazione in generazione.
-Il sistema carcerario pure causa violenza. Oggi esistono 6 milioni di persone carcerate in USA. Infine, la pena di morte, ancora vigente in USA. Nel 1998 68 persone furono giustiziate in 18 Stati e 3452 erano stati giudicati colpevoli.


Modi per coscientizzare circa GP in Nord America

P. Jean Parè, concludendo la sua relazione, riconobbe che la Commissione IMC di GP del Nord America, davanti a queste situazioni, non ha svolto attività o collaborato direttamente per promuovere la GP. Per lui in Nord America esistono moltissimi gruppi e organizzazioni che già attuano in tale senso. Ciò che veramente si fa è camminare secondo i tre aspetti seguenti:
-Coscientizzazione circa la GP, assieme alle MC.
-Parlare nelle omelie del tema Non-violenza; usare le riviste come mezzo di diffusione circa la GP.
-Appoggiare economicamente organismi che lavorano in questo settore, specialmente quelle organizzazioni che hanno una prospettiva mondiale.
-Prestare un servizio volontario a queste organizzazioni.

Le Suore Missionarie della Consolata, tramite la loro Consigliera Generale, presentarono la propria relazione. Partendo dalle proposte fatte nell'ultimo incontro di GP in Bogotà, le MC hanno continuato il loro servizio alle minoranze etniche, sia ispano come afro-americane. Nelle 5 zone in cui lavorano accanto a queste minoranze, le MC sperimentano quotidianamente il peso dell'ingiustizia. Con il loro apostolato cercano di correggere e dove è possibile, coscientizzare le persone, specialmente i poveri, sui loro diritti, facendo in modo che la classe media, così come la Chiesa si impegnino a cambiare le ingiustizie del sistema.

Partecipazione in attività di GP.

a)Lavorano assieme ad altri religiosi/e americani nel promuovere la GP attraverso varie iniziative:
-Campagna per chiudere la Scuola delle Americhe.
-Campagna per l'abolizione della Pena di Morte.
-Campagna contro il Debito Estero.
-Campagna a favore di quanti lavorano nei Sweat Shops (produzione di materiale sportivo in condizioni di sfrutamento)
-Campagna contro la manipolazione delle grandi compagnie di tabacco.
-Campagna contro il 'Plan Colombia'.
-Campagna perché si faccia giustizia riguardo all'assassinio delle quattro religiose americane uccise nel Salvador, 20 anni or sono.
-Partecipazione attiva in seno a organizzazioni a livello nazionale per la difesa della giustizia
(vedere allegati della relazione).

b) La regione della MC si è impegnata nella coscientizzazione del suo personale con materiale di riflessione, video, conferenze, partecipazioni a seminari, etc…
c) Collaborazione con IMC: la Commossione GP di entrambi gli Istituti organizzò un seminario in vista di uno studio congiunto sopra la 'cancellazione del Debito Estero' che ebbe luogo in Alabama. Fu una esperienza molto positiva e che portò ad approfondire la grande sfida di GP per entrambi gli Istituti in Nord America. La decisione di lavorare assieme non la vedono per ora come una possibilità, anche se si prevede un incontro annuale per continuare le riflessioni.


Regione Argentina-Bolivia


Suor Primarosa presentò la sua esposizione riguardante il lavoro delle suore in Bolivia. Nella sua presentazione fece una breve descrizione della situazione del paese, sottolineando gli elementi che affliggono questa nazione come altri paesi di AL (vedere allegato).

Partecipazioni ad attività di GP:

-Un ufficio nell'ambito municipale dove si ricevono persone del popolo e della campagna
per ogni tipo di consiglio legale
-Corsi di coscientizzazione per gruppi di minatori e contadini, non solo a difesa dei loro
diritti, ma anche per lo sviluppo di una coscientizzazione solidale.
-Campagne ecologiche contro la contaminazione delle acque.
-Appoggio alla campagna che realizzò la chiesa per la cancellazione del Debito Estero.
-Laboratori sul neoliberalismo, globalizzazione, legge INRA (Istituto Nazionale di Riforma
Agraria). Documenti della Conferenza Episcopale Boliviana.
-Temi di salute in favore e difesa della vita.

Alle 16.45 si riprende la presentazione delle relazioni, quella dell'Argentina fu a carico del P. Josè Auletta e di Suor Luciangela Possamai. Il primo spiegò a grandi linee l'esposizione da presentare: da una parte si farebbe una descrizione della realtà del paese e poi si parlerebbe del cammino realizzato dall'ultimo incontro di GP svoltosi a Bogotà.
Suor Luciagela cominciò la sua relazione dando una visione generale della situazione del paese. In essa insistette su ciò che precedentemente aveva detto il Sig. Campana sul cambiamento ottenuto nel Paese. Rimarcò che Argentina sta vivendo un tempo di transizione e cambiamento. Attualmente esiste un 30% di disoccupazione; questo è uno dei problemi che oggi più ci affligge (vedere allegato-esposizione dell'esperto Alberto Guzmàn). Di fronte a questa situazione così complessa i nostri Istituti vogliono riaffermare il loro impegno per la GP e soprattutto per la lotta dei diritti delle persone. La donna sta scoprendo il suo ruolo all'interno della società argentina. La lotta condotta dalle minoranze dei popoli indigeni ci interpella. In seguito P. Josè fece una rassegna dell'impegno con gli aborigeni del Chaco in difesa delle loro terre, diritti umani, risorse naturali.
Si sta portando avanti un impegno concreto con queste comunità indigene. I risultati ottenuti nel recupero delle terre sono un fatto, però a sua volta, si è percepita la resistenza del governo. La riforma della costituzione ha ormai 5 anni e solamente si è realizzata la restituzione agli indigeni di piccole estensioni delle terre che tradizionalmente appartengono loro (vedere allegato). Un altro aspetto importante e' l'educazione. Nonostante che la stessa costituzione provinciale, in concorrenza con la nazionale, riconosca 'il diritto all'insegnamento bilingue ed interculturale', ha anche incontrato resistenza da parte del governo (vedere allegato). Sotto un altro aspetto, l'accompagnamento delle comunità indigene ha dovuto e deve vedersela con il diritto a una abitazione dignitosa (vedere allegato).
Tutto questo impegno, rispondendo a opzioni chiaramente affermate dai nostri documenti comunitari, li andavamo comunicando tra i due Istituti. Da quasi due mesi, in questo ambito delle minoranze etniche, purtroppo non è più così, per lo meno da parte dei Missionari della Consolata, dato che hanno abbandonato l'unica esperienza di accompagnamento che si andava realizzando da un luogo geografico concreto, Colonia Indigena Chaco, e in un contesto di servizio e lavoro a livello diocesano e nazionale per quanto riguarda la pastorale aborigena.


Regione Venezuela


L'esposizione fu presentata dal p. Rivas, assieme a Suor Prudenzia, incaricati della Commissione Gp nella Regione. Iniziò il p. Rivas, seguendo il documento scritto realizzato con l'aiuto di un laico missionario della Consolata. Presentò la situazione di questo paese, sottolineando che ha cominciato un processo politico e sociale, che il Padre cercò di descrivere in maniera chiara e breve. All'interno di tale processo, rimarcò che il problema fondamentale consiste nella filosofia di eliminare qualunque istituzione che non si lasci manipolare, o, al contrario, cercare di controllarle. Obiettivo: manipolare le masse. Esiste molta instabilità nei diversi aspetti della società, che si riflettono nel settore economico, nell'insicurezza, nella disoccupazione.
Il documento mostrò l'inchiesta di analisi della Fondazione Cavendes. Il documento smaschera il profondo contenuto di 'crudeltà sociale', che si occulta nella retorica democratica di quanti hanno promesso di governare in favore del popolo e invece ciò che stanno facendo è andare contro il popolo. Inoltre si è accennato all'opinione dell'Episcopato Venezuelano, descrivendo poi la situazione dei diritti umani in questo paese.
Si passò poi alla presentazione generale della presenza dei missionari e missionarie della Consolata in Venezuela. L'attività dei missionari della Consolata si sviluppa in queste comunità locali:
-Barlovento, dove si fa pastorale tra gli afro-venezuelani.
-Barquisimeto, lavoro parrocchiale di città e periferia (zona di invasioni).
-Caracas-Carapita, lavoro all'interno di un settore assai ampio e complesso.

P. Rivas riferì dettagliatamente la dimensione di GP, precisando che egli, come responsabile, si trova da poco tempo nella DV, dove arrivò recentemente. Sottolineò come un missionario e una missionaria partecipano, da Caracas, al gruppo di GP: SECORVE; anche partecipano al CEMINA.
Prendendo la parola, Suor Prudenzia continuò la lettura del documento, passando a presentare le attività delle MC in terre venezuelane. Anzitutto presentò il lavoro realizzato a Caracas (dove la presenza di una suora è una goccia di Consolazione), per poi passare alle attività nella Guajira, con i suoi risultati che si possono così riassumere:
-155 comunità Guajiras fanno parte oggi dell'organizzazione…
-Programma settimanale di radio. Una suora lavora in tale spazio, facendo seminari sopra la Dottrina Sociale e Diritti Umani.
-Come frutto di questa coscientizzazione nacque il gruppo 'Bloque Vecinal', l'organizzazione dei Diritti Umani.
Per ultimo la suora presentò la missione di Tencua (Amazonas); i frutti dell'impegno di GP in questa terra sono:
-il progetto di legge 'Divisione Politica Territoriale dello Stato dell'Amazonas';
-l'organizzazione e costituzione di partiti autoctoni indigeni plurietnici;
-partecipazione da parte degli indigeni alla elaborazione della nuova costituzione.
-avere un Governatore, sindaci e consultori indigeni.

Proposte di GP stabilite:

-appoggiare e partecipare alle organizzazioni del Comitato dei Diritti Umani, esistenti nelle differenti comunità locali.
-collaborare alla formazione dei dirigenti per una coscientizzazione sopra i Diritti Umani.
Confermando un cammino comune tra ambedue gli Istituti, restò chiaro l'impegno di:
-fare un cammino assieme a livello di riflessione e di attività concrete, a partire dalle nostre presenze missionarie ad gentes.
-approfitare delle assemblee delle delegazioni per approfondire a partire dal nostro carisma ad gentes, la dimensione GP.
-appoggiare e partecipare alle organizzazioni dei Diritti Umani delle comunità locali e regionali.
-collaborare alla formazione di dirigenti di nostre comunità.
-far parte del fondo di solidarietà. Le MC stanno già partecipando.
-appoggio alla formazione e organizzazione di gruppi di GP nei nostri luoghi di missione.

Suor Patrizia Pia chiese informazioni sulla relazione del lavoro dei diritti umani; p. Rivas rispose che la relazione si basò soprattutto sull'attività con i carcerati, con i rifugiati o gli esiliati dalla violenza…Suor Prudenzia ottenne tali chiarificazioni con lo sforzo del dipartimento dei Diritti Umani e presentò l'attività di tale dipartimento che è sorto ed è una esperienza di Chiesa.
P. Juan Carlos chiese se il cammino in questa area stava cominciando con il gruppo dei giovani-attuale delegazione o esisteva già con il gruppo precedente. La risposta fu che grazie al rinnovamento della Delegazione, il cammino si rinnovò, riprese forza soprattutto in relazione al lavoro d'insieme tra IMC-MC.
Suor Primarosa chiese informazioni sulle relazioni con la Chiesa-Governo, soprattutto di Chàvez. La risposta di p. Rivas, rifacendosi al documento letto, è che la Chiesa locale sta avendo una attitudine profetica. P. Claude domandò perché si realizzò la 'pulizia' o rinnovamento della Delegazione. Risposte congiunte tra i rappresentanti della DV e chiarimenti del p. Juan Josè delinearono alcune piste per chiarire tale cambiamento.
Si chiarificò con vari partecipanti la situazione della Guajira, colombiana e venezuelana.
P. Juan Josè pose il problema della mancanza di comunicazione riguardo all'incontro e alle cose da preparare. P.Aquileo puntualizzò che la comunicazione fu inviata nel mese di Settembre.
Infine si discussero vari aspetti riguardanti l'attività di GP:
-come ci siamo sentiti e come abbiamo ricevuto la comunicazione (ricordando il caso di P. Jean Parè al quale si comunico una cosa e ne fece un'altra). Internet non è sicuro al 100%.
-mancanza di comunicazione o di motivi per le aperture o consegne di missioni.
-come ci siamo assunti il lavoro: per giustificare, giustificarci….etc.
-e' un cammino che stiamo iniziando. Stiamo chiarificando il cammino.
-l'incontro precedente di Bogotà 1998 ebbe come tema: 'giustizia e pace: diritti delle popolazioni autoctone e indigene': il superiore di Colombia non sapeva che tale incontro si sarebbe svolto nella sua Regione.
Il lavoro culminò alle 19.10, la moderatrice del giorno ringraziò per il lavoro svolto e convocò l'assemblea per la partecipazione alla preghiera delle 19.30.