VENEZUELA
CARAPITA: PARROCCHIA MISSIONARIA
I Missionari della Consolata sono presenti da circa due anni
nella Parrocchia San Joaquín e Santa Ana di Carpita, che
sorge in un barrio popolare di Caracas. La realtà del luogo
rappresenta una vera sfida dal punto di vista economico, sociale
e religioso. La popolazione è molto numerosa (più
di 100 mila abitanti) e nello stesso tempo, molto eterogenea.
La maggioranza è immigrata da altre regioni del Venezuela
o addirittura da altri Paesi vicini.
La domanda che ci siamo fatti fin dal nostro arrivo è stata:
"Come dovremmo organizzarci per raggiungere i diversi gruppi,
senza dimenticare nessuno?".
Nella parrocchia ci sono cinque cappelle che rappresentato altrettanto
comunità cristiane diverse. Il nostro impegno è
di creare comunione fra i diversi gruppi e cerchiamo di approfittarne,
in questo senso, quando si presenta l'occasione.
La Pentecoste 2002 fu una di queste occasioni. Sabato, 18 giugno,
preceduta da un'intensa preparazione, abbiamo organizzato un grande
celebrazione eucaristica nella chiesa di Carpita a cui abbiamo
invitato tutti i gruppi della parrocchia. Il tema della celebrazione
recitava: "Raffor-zaci, Signore, con il tuo Spirito".
Per l'occasione ci hanno dato man forte anche i tre confratelli
residenti nella casa regionale. Erano presenti anche tutte le
religiose che lavorano nella parrocchia: le Missionarie della
Carità (di Madre Teresa di Calcutta), le Figlie dei Sacri
cuori di Gesù e Maria e le Missionarie di Cristo Gesù.
La gente ha partecipato in massa.
La celebrazione iniziò con il canto, ritmato dalla danza,
mentre i giovani formavano una croce al centro della chiesa, sollevando
il simbolo dello Spirito Santo - una colomba -, e il mondo.
L'atto penitenziale fu sceneggiato dai giovani del gruppo teatrale;
si chiese perdono per i saccheggi avvenuti nel mese di aprile,
per la droga, la prostituzione e, si è detto "grazie"
a Dio per il suo perdono con la danza del gloria, "kembo",
in lingua lingala.
Il libro del vangelo fu portato processionalmente al leggio da
un diacono circondato dai bambini del catechismo con in mano le
candele accese. Dal libro partivano dei nastri che erano sostenuti
a mo' di raggiera dai bambini tutt'intorno.
Seguì un'omelia partecipata sulla presenza dello Spirito
nel Nuovo Testamento, nella Chiesa nascente e sulla sua importanza
nella nostra vita. Gli animatori intercalavano le riflessioni
con l'invocazione: "Rafforzaci, Signore, col tuo Spirito".
All'offertorio i doni furono portati all'altare al ritmo di una
danza preceduta da due torce accese, simbolo dello Spirito. Il
Padre Nostro fu recitato in diverse lingue e al momento della
pace le persone si scambiarono dei distintivi rappresentanti i
sette doni dello Spirito. La celebrazione si concluse con il canto
allo Spirito e la "danza dei doni" realizzata dal gruppo
dei carismatici.
Al di là di celebrazioni come queste, momenti forti per
compattare il tessuto cristiano della parrocchia, il nostro lavoro
è davvero missionario. Calcoliamo che solo il 10 % frequenti
la chiesa mentre il restante 90 % non è praticante o segue
altre confessioni e sette cristiane. La nostra preoccupazione
è appunto di raggiungere questo 90 % con una pastorale
davvero missionaria. Così, il nostro obiettivo, fin dall'inizio,
è stato quello di convertire la parrocchia in una "comunità
di comunità", promuovendo e organizzando comunità
ecclesiali di base e decentralizzando i servizi del culto e dell'evangelizzazione
per raggiungere il maggior numero possibile.
Si cerca, a questo scopo, di diffondere la coscienza missionaria
tra i fedeli. Un primo frutto è stata la nascita del gruppo
missionario che, con lo slogan "Cristo bussa alla tua porta",
va di casa in casa, nel settori più lontani dalle cappelle,
per evangelizzare le famiglie. Questo lavoro ha permesso la nascita
di una nuova cappella, in un settore lontano, finora dimenticato
dal lavoro pastorale. La cappella, intitolata alla Consolata,
è stata benedetta il 15 giugno, da mons. Saúl Figueroa,
vescovo ausiliare di Caracas, che si è complimentato con
i Missionari della Consolata per il lavoro che stanno portando
avanti nella Chiesa locale della capitale.
Il 22 giugno, nella chiesa parrocchiale, ha avuto luogo la celebrazione
della festa della Consolata. I fedeli della parrocchia vi hanno
partecipato numerosi. Ha presieduto la celebrazione p. Lisandro
Rivas, vice superiore delegato, accompagnato dai confratelli della
parrocchia: Ariel Hoyos, Francis Njoroge e Dominic Ndolla. Erano
presenti anche i laici IMC che lavorano in Venezuela, convenuti
a Caracas per un loro incontro.
Padre Lisandro, all'omelia, ha ricordato ai confratelli l'impegno
che abbiamo di fronte a Dio e alla Consolata di portare la vera
consolazione a tutti e in ogni luoghi dove c'è bisogno
di speranza e di consolazione.
Nostra Madre, la Consolata e il Padre Fondatore ci accompagnino
nella nostra missione.
P. Francis Njoroge