SETTEMBRE 2002

IL PENSIERO DEL FONDATORE

COMUNICAVA LA VITA
L'Allamano non era né scrittore né oratore. Possedeva però una eccellente capacità di comunicare che gli consentiva di dialogare con stile semplice, spontaneo, disadorno e casalingo, che favoriva negli ascoltatori il gusto per la novità.
Leggendo i suoi colloqui domenicali con missionari e missionarie si coglie il tocco della spontaneità, la confidenza, la gioia della vita spesa per Dio. Quello che si presenta a missionari e missionarie è un padre che ritorna a casa in mezzo ai suoi figli e figlie e distribuisce loro i doni, racconta i fatti del giorno, dice loro cose sempre nuove, li fissa negli occhi, ascolta le loro interrogazioni, misura di ognuno i battiti del cuore.
L'uditorio che gli sta di fronte ha più domande da fare che risposte da ascoltare: bisogna aiutarlo a fare una scelta di vita che comporta il sacrificio di sé e dei propri affetti; a donarsi con tutto il cuore alla salvezza del mondo nella missione; a correre come i grandi personaggi sulla strada della santità.
Giovanni Tebaldi,
La mia vita per la missione, p. 168.