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| IL «METODO ALLAMANO» IN MOSTRA A RIVOLI |
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| Scritto da Gabriella Zucchi |
| Lunedì 26 Settembre 2011 08:02 |
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Prima d’impartire la benedizione, l’arcivescovo di Torino ha auspicato che quanti visiteranno l’esposizione siano stimolati a seguire l’entusiasmo, la generosità e l’esempio del beato Allamano, ad annunciare Gesù «costruendo una società ove i valori cristiani, che sono poi eminentemente umani e universali, possano diventare il cemento che ancora mantiene salde le sinergie di collaborazione e d’impegno da parte di tutti per il bene comune. Sia come fedeli, sia come cittadini». Il percorso della mostra (presente anche su internet all’indirizzo www.giuseppeallamano.it), collocato con eleganza in un giardino completamente ripensato nella distribuzione degli spazi e della vegetazione, e allestito in maniera molto armonica, si articola in quattro sezioni – Rivoli e fondazione; metodo Allamano; missione oggi; padre e maestro – e si conclude con l’omaggio di dolcetti e uva spina, quelli che il fondatore era solito offrire ai suoi visitatori, come tangibile segno del calore della sua accoglienza. Scopo dell’esposizione non è tuttavia fare memoria del passato a fini celebrativi. Come ricordava p. Camerlengo, richiamando l’esortazione apostolica postsinodale Vita Consecrata, non abbiamo davanti solo una gloriosa storia da raccontare, ma anche una grande storia da costruire. Proprio per questo Villa Allamano si propone oggi quale luogo di spiritualità per giovani e adulti, occasione di educazione alla mondialità per scuole – nello specifico soprattutto grazie all’associazione ‘Impegnarsi serve’–, gruppi giovanili e parrocchie, spazio di approfondimento dello spirito missionario per sacerdoti, religiosi e laici.
[Estratto da Avvenire del 21/9/2011, pag. 19] Gabriella Zucchi |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Settembre 2011 10:06 |






