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IL «METODO ALLAMANO» IN MOSTRA A RIVOLI PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriella Zucchi   
Lunedì 26 Settembre 2011 08:02

allamano«Il Signore avrebbe potuto scegliere una persona più santa e più intelligente di me per fondare l’Istituto della Consolata, ma una persona che vi voglia più bene di me, non lo credo».

Un’affermazione ardita, espressione di una passione davvero non comune, quella con cui il canonico Giuseppe Allamano si rivolge ai membri della famiglia missionaria che egli stesso aveva fondato a Rivoli il 24 aprile 1900. In quella stessa villa, che oggi porta il suo nome, è stata allestita la mostra permanente «Giuseppe Allamano, Padre di missionari e missionarie», inaugurata sabato 17 settembre alle 19.30 da mons. Cesare Nosiglia alla presenza del superiore generale dei Missionari della Consolata, p. Stefano Camerlengo, del superiore dell’Italia, p. Sandro Carminati, del parroco della Madonna della Stella, don Giovanni Insonni, e del sindaco di Rivoli, dr. Franco Dessì. Ideatore e responsabile dell’esposizione permanente è p. Giordano Rigamonti.

 

Prima d’impartire la benedizione, l’arcivescovo di Torino ha auspicato che quanti visiteranno l’esposizione siano stimolati a seguire l’entusiasmo, la generosità e l’esempio del beato Allamano, ad annunciare Gesù «costruendo una società ove i valori cristiani, che sono poi eminentemente umani e universali, possano diventare il cemento che ancora mantiene salde le sinergie di collaborazione e d’impegno da parte di tutti per il bene comune. Sia come fedeli, sia come cittadini».

Il percorso della mostra (presente anche su internet all’indirizzo www.giuseppeallamano.it), collocato con eleganza in un giardino completamente ripensato nella distribuzione degli spazi e della vegetazione, e allestito in maniera molto armonica, si articola in quattro sezioni – Rivoli e fondazione; metodo Allamano; missione oggi; padre e maestro – e si conclude con l’omaggio di dolcetti e uva spina, quelli che il fondatore era solito offrire ai suoi visitatori, come tangibile segno del calore della sua accoglienza.

Scopo dell’esposizione non è tuttavia fare memoria del passato a fini celebrativi. Come ricordava p. Camerlengo, richiamando l’esortazione apostolica postsinodale Vita Consecrata, non abbiamo davanti solo una gloriosa storia da raccontare, ma anche una grande storia da costruire. Proprio per questo Villa Allamano si propone oggi quale luogo di spiritualità per giovani e adulti, occasione di educazione alla mondialità per scuole – nello specifico soprattutto grazie all’associazione ‘Impegnarsi serve’–, gruppi giovanili e parrocchie, spazio di approfondimento dello spirito missionario per sacerdoti, religiosi e laici.

 

[Estratto da Avvenire del 21/9/2011, pag. 19]

Gabriella Zucchi


Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Settembre 2011 10:06
 

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