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“La stoffa è abbondante, pregate il Padrone perché mandi santi sarti.”
Molto abbronzato, stanco e con ben quattro kg in meno, ritornato a casa mi batte un cuore ripieno di gioia scoppiettante. Ho dato agli amici “pellegrini” a Madrid per la XXVI GMG un saluto con un abbraccio con la promessa di continuare il nostro dialogo con la medesima gioiosa e limpida comunione fraterna. Abbiamo trascorso due settimane insieme. Canti, giochi e scherzi, danze, dialoghi personali, kilometri e kilometri camminati insieme, preghiere e riflessioni, domande curiose e formative, scambio di giudizi su quanto stiamo vivendo…. durante le quali abbiamo condiviso tutto quanto avevamo in cuore.
Fra l’altro sono emerse le difficoltà di vita in famiglia, situazioni sofferte in parrocchie, progetti di studi e il dopo del GMG. Il programma formativo della GMG preso da S. Paolo ai Colossesi:“Radicati in Cristo, saldi nella fede.”(Col.2,79) rivelano tutte le sfide e quasi curiosità “sulle pretese di Cristo” per vivere una vita senza compromessi e lagne. Ripieni di Cristo pronti ad essere inviati testimoni sino ai confini del mondo.
Era mio desiderio di partecipare a Madrid solo agli ultimi tre giorni. A questo mio tentennamento debbo dire che solo i giovani con cui sono in dialogo mi convinsero non solo a partecipare agli ultimi giorni ma bensì di andare con entusiasmo sin dall’inizio con loro.
Nei nostri dialoghi preparatori infatti uscivano cosi tante testimonianze simili come quelle che riporto che coraggiosamente aspettavano delle concrete risposte: “Padre, noi del gruppo parrocchiale sono sei mesi che con tante iniziative ci siamo dati da fare per raccogliere dei fondi per alleggerire la spesa sulle spalle dei genitori.”
Un altro giovane mi confida: “Io, padre, ho venduto la moto perché voglio fare questa esperienza della GMG a Madrid”. Un altro mi dice:“Io quest’anno sacrifico le mie ferie a Madrid.”
Non potevo dir di no a questi generosi giovani.
Appartengo alla diocesi di Otranto e alla decisione di partecipare sin dall’inizio, ricevute le congratulazioni e l’augurio dal vescovo, prendo il mio zaino, il sacco a pelo e poche necessarie cose personale inizio l’avventura.
Don Pasquale Fracasso, il responsabile diocesano dei 184 pellegrini, fraternamente mi comunica che sono il “decano” del gruppo. Non mi spavento, anzi la notizia mi dona coraggio e prontezza ad abbracciare con gioia la sfida. Penso: “Sono il decano! Ha sì, vi farò vedere io, giovanotti, che cosa sono ancora capace di fare!”
Giovedì 11 Agosto siamo in viaggio. In Bus da Maglie a Roma Fiumicino e in aereo da Roma a Madrid. Da Madrid, ancora in Bus, per Cuenca.
E’ un viaggio durante il quale si rompe ogni barriera. Ognuno si sente non solo amico dell’altro ma responsabile per un impegno di aiuto vicendevole.
La città di Cuenca, città a 195 Km da Madrid, sede della diocesi è un capoluogo di 55 mila abitanti a 1000 metri sul mare, sarà la nostra casa per i primi cinque giorni in Spagna. Le sette parrocchie della città accolgono oltre il gruppo Otranto, Lecce, l’Aquila e un chiassoso gruppo proveniente dal Congo. Il gruppo, Otranto 1, a cui appartengo viene affidato alla parrocchia di San Roman, parrocchia situata ai margini della città che sta crescendo in modo sconvolgente.
Le famiglie aprono le loro porte ed il loro cuore ad una accoglienza veramente famigliare. Siamo e ci sentiamo Cuencani pure noi. I momenti salienti è l’accoglienza di tutti i pellegrini alla Plaza de Toros, dove anche Venerdì 13 Agosto assisteremo ad un meraviglioso musical sulla vita dell’iniziatore del GMG: il Papa Giovanni Paolo II. L’accoglienza delle famiglie, il servizio ed aiuto dei volontari e le celebrazioni in parrocchia costruiscono tra di noi il senso di gruppo e di fraternità. Quando il 15 Agosto dopo la S. Messa in Duomo in onore dell’Assunta, ci lasciamo, molte lacrime sgorgano delle famiglie ospitanti e sui visi di tanti di noi.
Ma se è doloroso vedere allontanarsi da Cuenca, la voglia di raggiungere Madrid è grande, e la gioia di trovarsi insieme esplode in canti ed abbracci.
A Madrid ci apre le porte un Collegio. Le aule ed ogni spazio sono trasformate in un immenso dormitorio. Condividiamo le aule e i piani del Collegio con ben altri sei gruppi provenienti da paesi di lingua francese e inglese, e nord americani e coreani.
Tutti ci riforniamo del nuovo zainetto che comprende i vari pass, i biglietti buoni per i vari pasti e la tesserina per l’uso di tutti i mezzi pubblici.
Il caldo è soffocante e ognuno è incoraggiato a rifornirsi d’acqua e a bere sovente per non aver bisogno di bere. “Muovendovi in Madrid, incoraggia Don Pasquale, formate piccoli gruppi. E’ facile perdersi. E se vi capitasse di perdervi ricordate che tutti avete l’indirizzo del Collegio della nostra residenza e i numeri dei telefonini dei responsabili. Buona GMG. Cristo cammina con noi! Auguri!”
Trovo difficile descrivere i giorni trascorsi a Madrid. Un inno commuovente di grazie al Signore per la grandiosa risposta alla convocazione di Cristo.
A Madrid si fa un’esperienza unica. Tutto il mondo è e vive con noi. Abbracci e baci a tutti coloro che incontriamo. Siamo tutti fratelli. Il Cristo che vive in me, vive ed è risorto nel cuore dell’africano, dell’asiatico, dell’australiano, dell’americano del nord e del sud. Sì, un mondo di fraternità è possibile. Tutta l’umanità, accettando il Cristo e il suo Vangelo, è nuova e salda per un cammino meraviglioso, vivo e pieno di amore.
In questo calore di fraternità non posso enumerare con quanti giovani ho potuto dialogare in diverse lingue e porre loro le seguenti domande: “Come frutto di questa GMG, che farai? Cristo che cosa di chiede? Non ti piacerebbe portare questo Cristo in terra di Missione?”
Belle, chiare e sfidanti le tre catechesi che ogni gruppo ha avuto prima di ritrovarsi alla grande spianata di Cuatro Vientos per la Veglia e la S. Messa con il Papa.
L’ultima catechesi dal tema: “Testimoni di Cristo nel mondo” tenuta per i gruppi unitamente delle Diocesi di Otranto, Vicenza, Roma, Novara e Cagliari ha dato a tutti la voglia di uscire all’aperto e porsi Cristo come il cammino vocazionale. Il Vescovo Italo Castellani, di Lucca, non ha avuto paura di indicare con coraggio la strada da percorrere: “Si inizia col “Conoscersi”, segue il “Decidersi” e si conclude con il “Giocarsi”.
Durante quest’ ultima catechesi una voce grida nell’assemblea: “Non possiamo fare questo cammino da soli!” Risponde il relatore: “Avete i vostri sacerdoti!” La voce dall’assemblea replica: “I nostri preti…. hanno tutt’altro da fare!” Replica dal relatore: “I preti facciano i preti e non gli affaristi!” Un applauso di consenso a non finire è la risposta dell’assemblea.
In quel momento mi invade tanta commozione e voglia di pregare: Signore, grazie della chiamata al sacerdozio. Tienimi lontano dalla tentazione di attesa di applausi e popolarità. Grazie per questi giovani, stoffa di prima qualità per un impegno vocazionale. Aiutaci ad essere sarti capaci di formare uomini che testimoniano nel mondo intero quanto stiamo vivendo in questi giorni.
Ecco l’esortazione del Papa al termine della S. Messa ai due milioni a Cuatro Vientos: “Vi invito a chiedere a Dio che vi aiuti a riscoprire la vostra vocazione nella società e nella chiesa e a perseverare in essa con allegria e fedeltà”.
E il Papa continua: “Non si può seguire Gesù da soli. Chi cede alla tentazione di andare «per conto suo» o di vivere la fede secondo la mentalità individualista, che predomina nella società, corre il rischio di non incontrare mai Gesù Cristo, o di finire seguendo un’immagine falsa di Lui”.
Quale affermazione più chiara e più autorevole di dover pregare e pregare il Padrone per aver formatori, accompagnatori e guide spirituali che sappiano vivere e proporre un Cristo vivo e che riempie il cuore del giovane d’oggi ! |