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ROMA: DUE FRESCHI FRUTTI PER LA CHIESA |
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Scritto da Nicholas Odhiambo Omondi, IMC
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Mercoledì 11 Maggio 2011 07:40 |
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Siamo alla vigilia del XII Capitolo Generale del nostro Istituto. La Chiesa della nostra parrocchia trabocca di gente che confluisce da ogni dove. Procede tutto solennemente. Mons. Piergiuseppe Vacchelli, Segretario Aggiunto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli presiede la celebrazione.
A concelebrare con lui sono P. Aquiléo Fiorentini (superiore generale), P. Sandro Carminati (superiore regionale), e una cinquantina di preti. Vengono ordinati diaconi due giovani: Oscar Medina e Piero Demaria. Oscar proviene dalla Colombia e sta per finire i suoi studi quest’anno e ha ricevuto la destinazione per Costa d’Avorio. Piero, invece, è Italiano, ha fatto i suoi voti perpetui il giorno precedente e continua con i suoi studi.
Mons. Vacchelli ha spiegato il significato della parola ‘diakonia’, filo conduttore della sua omelia, ammettendo che la parola pesa troppo anche per lui stesso. Essa significa ‘servire’ e per riuscire a servire bisogna impararlo; ma per imparare bisogna andare a scuola. Quando si è a scuola, occorre seguire le istruzioni proposte per il cammino. Così, si può rendere un servizio dignitoso a Dio e servendo Dio si offre un servizio anche all’umanità. Molto collegato al servizio è l’umiltà che esso richiede: il nostro Fondatore direbbe ‘fare tutto bene senza rumore’. In fine, l'arcivescovo ha ricordato che il suo discorso è indirizzato a tutti indistintamente.
Ma continua raccomandando ai neo - ordinati di fare tutto il loro pezzo di strada missionaria con Maria: con lei sapranno come amare Gesù, avendo avuto Maria il privilegio unico di prendersi cura del Signore.
Il Superiore Generale esprime la sua gioia e gratitudine per il dono dei neo-diaconi. La vita ha il proprio senso dal momento che va apprezzata e spesa per gli altri, e Gesù è l’unico compensatore di tutto. Cantano un inno di gioia per l’ordinazione non solo i due nuovi diaconi, ma anche tutta la Chiesa universale a cui questi giovani missionari della Consolata sono legati in un modo profondo come ministri. |