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CHI PRENDERÀ IL LORO POSTO? PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Tarcisio Foccoli, IMC   
Martedì 19 Aprile 2011 07:44

tarVia Crucis Missionaria in memoria dei Missionari Martiri

“Don Josè Luis Puerto, Don Dejair Goncalves de Almeida, … Mons. Luigi Padovese, … Sr. Maria Wei Yanhui, … Nicolas Eklou Komia,…” Don Vito Mangia, Parroco di Giuggianello li ha scanditi tutti i nomi dei 23 testimoni, missionari martiri uccisi in terra di missione nel 2010.

All’annuncio di ogni testimone i vari rappresentanti dei gruppi parrocchiali presenti, hanno deposto ai piedi di una gigantesca croce, dominante la piazzetta antistante della chiesa parrocchiale.

Rosso fu il cero acceso che i rappresentanti hanno deposto, rosso fu il drappo e pure rosse le strisce di tela con incisi i nome dei 23 martiri che adornavano la stessa croce. E’ inutile dire che il rosso è il coloro del sangue versato dai missionari.

Per me mi fu naturale ad ogni nome proclamato esprimere una preghiera che veniva dal profondo del mio animo: Signore, chiama chi lo sostituirà? Chiama chi la sostituirà?

Infatti belle e commuoventi queste celebrazioni. Commuoventi sono pure i commenti pieni di ammirevoli parole. Non voglio apparire negativo e pessimista ma e poi? Che cosa rimane? In parrocchia rimane il manifestino, pronto a lasciare il posto alla prossima celebrazione.

Il manifesto del 24 marzo è sparito e … dimenticato. Loro, i 23 martiri, sono morti. Attendiamo la prossima celebrazione e cosi ricordare i nuovi di quest’anno fra cui già alcuno ha bagnato le varie terre di missione con il loro sangue.

Terminata la celebrazione faccio ritorno a Galatina in macchina con quattro giovani della parrocchia della Madonna della Luce con cui partecipai.

Dopo le prime impressioni di ammirazione per la bella e toccante celebrazione faccio a bruciapelo la domanda: “Siete disponibili a sostituirne qualcheduno? Pensate alle loro comunità cristiane. Ora sono state private dal sacerdote o suora o catechista.”

La domanda in primo momento sembrò quasi fuori posto e lasciò i ragazzi ammutoliti. Ma il dialogo ebbe una fraterna continuità talmente che i ragazzi espressero persino il desiderio di accettare un periodo di discernimento vocazionale.

Credo profondamente che il sangue dei missionari martiri non possa cadere senza portare frutto.

Voglio continuare la mia riflessione sulla croce trasportata da una stazione all’altra dai sacerdoti presenti. Rendo grazie al Signore che per ben tre volte mi è stato dato l’onore ed il privilegio di aver la croce tra le mani. Benché di legno leggero quella croce per me fu una croce pesante da rendermi presente con tutta la sua tragicità la sofferenza di tanti altri missionari e missionarie che assaliti, picchiati, derubati e anche pugnalati continuano la loro vita nella vita della missione senza aver avuto il privilegio di morire. Sono 23 i martiri uccisi nel 2010, ma innumerevoli altri missionari, sacerdoti, religiosi e laici volontari che portano sul loro corpo e soprattutto nel loro spirito il marchio di un … martirio mancato ma che vivono, portando la loro croce.

Vorrei quindi incoraggiare a non spegnere la memoria vissuta il 24 Marzo perdendo il tesoro ricevuto, ma la riflessione e la sfida vocazionale dei martiri diventi parte integrante dei gruppi missionari e stimolo ad un discernimento vocazionale specialmente ai giovani affinché veramente qualcuno senta e viva il desiderio di prendere il loro posto lasciato vacante.

 

 

 

 

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