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DA MARIALABAJA PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Peppe Svanera. IMC   
Giovedì 03 Marzo 2011 00:00

marialabajastecaFinalmente una buona notizia! Una bella realtà, un dono di Dio che inorgoglisce la nostra cittadina e premia sicuramente il lavoro di tanti missionari: sabato 19 febbraio é stato ordinato il primo sacerdote missionario della Consolata.

E’ il P. Heriberto Maza nato a Marialabaja nel 1977. Ha perso la mamma e il papà ed è cresciuto con la nonna e la zia in una famiglia numerosa di zii, cugini e nipoti.

Con lui é stato ordinato diacono il giovane etíope Nebiyu Elias Gabriel che dopo gli studi teologici in Bogotá ha passato un anno con noi dedicando il suo tempo soprattutto ai giovani delle nostre comunità che, entusiasti, lo hanno accompagnato in questo importante momento.

Poi partiranno, come tutti i missionari: il P. Heriberto andrà in Mozambico e il diacono Nebiyu si recherà in Venezuela per la specializzazione. Noi li accompagniamo con la preghiera.

La solenne celebrazione ha riempito la chiesa e la piazza. Tanta gente in festa con il nostro Vescovo e un nutrito gruppo di sacerdoti che hanno accompagnato i due giovani missionari al ritmo dei tamburi con canti e balli afro e africani alternati con momenti di intenso raccoglimento e sincera devozione. Da sottolineare la presenza di rappresentanti di quattordici nazioni diverse uniti nella stessa fede e lode a Dio.

Bello, definitivamente bello questo momento che riconcilia con la vita e rinforza i grandi ideali che animano la missione per poi tornare con nuova energia per affrontare la non facile realtà di tutti i giorni. Come tutti, come dappertutto, come sempre!

Momenti come questi ci permettono in qualche modo superare anche l’ultima delusione dei nostri Governanti che parlano bene ma, come quasi sempre, razzolano male. Venti giorni fa infatti abbiamo avuto la visita del Vicepresidente della Colombia accompagnato dal Ministro dell’Agricoltura e da una serie di personaggi che dovrebbero difendere il benessere di chi li ha eletti ma che, puntualmente, fanno gli interessi di quelli che li condizionano con i capitali.

Questa visita è nata da una lunga e faticosa campagna da parte della Comunità di sfollati di Mampujan con diverse ONGs e i rappresentanti del Governo. Mampujan é uno dei trentacinque villaggi che fanno parte del Municipio e della nostra parrocchia. La famiglia del P. Heriberto è originaria di là. Come ogni comunità, vivevano lavorando i campi in santa pace e senza maggiori problemi fino a quando si presentò la guerriglia e cominciarono le intimidazioni e i sequestri. Una sera del 2000 arrivarono i paramilitari che radunarono tutta la comunità nella piazza per un interrogatorio e severe minacce. La gente spaventata pregava disperatamente e tutti riconoscono come un miracolo una chiamata al cellulare del comandante del gruppo paramilitare che anziché dare l’ordine di uccidere come era successo in altre comunità sentenziò che tutta la comunità doveva lasciare il paese il giorno dopo prima delle dieci del mattino. Così Mampujan cessò di esistere: 245 famiglie partirono per Marialabaja portando quello che potevano verso un destino ignoto, ma evidentemente crudele. I paramilitari continuarono il loro cammino e in quei giorni trucidarono tredici contadini di “Las Brisas” un villaggio vicino. Oggi Mampujan é solo desolazione: le case sono ruderi soffocati dalla selva che i primi abitanti avevano abbattuto nel secolo scorso. E’ nato intanto un nuovo Mampujan chiamato “Rosas de Mampujan” su un terreno acquistato dopo l’esodo dal P. Salvatore Mura con l’aiuto di amici italiani, all’entrata di Marialabaja.

Dopo dieci anni alcuni pensano ritornare al paesello natío, ma la cosa non é per niente facile. Con quali prospettive? Le persone anziane vanno ogni giorno alla loro terra distante due o tre ore per coltivare qualcosa e sopravvivere. Tornano la sera a piedi o con l’asinello perché ancora non si sentono sicuri nella loro terra. I giovani non dimostrano maggiore interesse. Si sono abituati al paese, alla strada, alla moto e alla televisione. Lavorare la terra non é il loro ideale di vita. Inoltre il Governo non ha dimostrato per adesso nessun interesse concreto, oltre le solite dichiarazioni, per assicurare i servizi come strada, elettricità, scuola e soprattutto prestiti per lavorare la terra unica risorsa per questa gente.

Finalmente però Mampujan sembra interessare al Governo che ha scelto questa comunità con altre otto per un piano pilota di possibile ritorno. Da qui la visita del Vicepresidente e del suo seguito. L’incontro si é svolto nel grande kiosko (tettoia circolare con tetto di foglie di palma) della nostra piccola fattoria della Consolata con più di trecento persone sotto lo stretto controllo di almeno un centinaio di poliziotti e soldati. Speravamo veramente qualcosa di più con tutta questa messinscena. E invece ancora una volta la montagna ha partorito il topolino. Poco o niente e ancora promesse e tante, troppe parole hanno assopito l’assemblea dei presenti che hanno reagito vigorosamente solo quando il Governatore della Regione vicina (non il nostro e neppure il nostro Sindaco!) ha toccato il tema delle coltivazioni della palma che minacciano seriamente la sicurezza alimentare della popolazione. Finalmente sono scrosciati gli applausi dei contadini e di tutta la nostra gente per sottolineare che questo é il vero problema del nostro territorio. Servirà a qualcosa? Noi tutti lo speriamo e continueremo a lottare in questa direzione con tutti i mezzi legali ma soprattutto con la certezza che il Dio di Gesù Cristo che si é manifestato a suo tempo a Mosè ascolterà ancora una volta il “grido del suo popolo”.

E così continuiamo il nostro camino: con il Signore Gesù e con la nostra gente che tra un canto di gioia e un lamento continua a credere e a sperare.

 

© Missionari della Consolata 1999-2010
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