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Casabianca ricorda il 50° della morte di colui che spese la vita in missione e fu Vescovo di Florencia in Colonia.
Sabato 23 ottobre 2010 la comunità di Casabianca si ritrova per ricordare il 50° anniversario della scomparsa di un suo illustre compaesano, Mons. Antonio Maria Torasso, Missionario della Consolata.
Alle ore 20 è celebrata la solenne Eucaristia presieduta dal Vescovo Mons. Arrigo Miglio, con celebranti i Missionari della Consolata Padri Garrone Carlo, Guazzotti Giancarlo e Fusaroli Giuseppe, il parroco di Casabianca don Giacomo Garabello e quello di Torrazza don Patrizio Munyentwall.
Nella navata di destra della chiesa di Casabianca è posta una lapide a memoria di Mons. Torasso, voluta dall’amministrazione comunale di Verolengo, con la seguente iscrizione: «Innamorato pioniere di Dio – intrepido difensore dei poveri – instancabile araldo di pace – legò il nome di Casabianca e di Verolengo – orgogliosi dei suoi natali – nella lontana terra colombiana bagnata dal suo sacrificio».
Sulla scia di questo grande Missionario, nel novembre 1992, i nipoti di Mons. Torasso, affiancati da un gruppo di amici, hanno dato vita al Gruppo «A.Mi.Ca.» (Animazione Missionaria Casabianca).
Il gruppo, con varie iniziative, (mercatini equo-solidali, giochi, mostre missionarie, cene”povere”), ha realizzato in questi anni molti progetti in Colombia, Brasile, India ecc.….
Breve profilo di Mons. Antonio Maria Torasso
Nato a Verolengo di Torino il 14 aprile 1914, fu accolto dodicenne nel nostro Istituto nel 1926 e ricevette l'ordinazione sacerdotale il 9-3-1940. Per 7 anni prestò servizi vari in alcune Case d'Italia, specialmente a Rovereto.
Nel 1947 fu destinato al nuovo campo di missione della Colombia, quale Superiore del gruppo di Confratelli. Con zelo intelligente ma anche prudente organizzò e animò l'attività pastorale e missionaria nelle parrocchie affidate all'Istituto.
Nominato Vicario Apostolico di Florencia, fu consacrato Vescovo nel 1952. Negli 8 anni della sua cura pastorale visitò più volte il Vicariato, portando il conforto della Parola evangelica a tutti, specialmente ai sofferenti e a coloro che non hanno voce. «Non mi darò pace finché vedrò un infelice che piange», aveva affermato con decisione nel suo primo discorso da vescovo. A tale scopo egli promosse innumerevoli iniziative sociali ed educative.
Morì a Bogotà il 22-10-1960. È sepolto a Florencia. |