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RORAIMA (BRASILE): QUALE FUTURO PER I POPOLI INDIGENI? PDF Stampa E-mail
Scritto da Carlo Miglietta   
Martedì 26 Ottobre 2010 00:00

rorambrasAlla presenza di un folto e partecipe pubblico, sabato 23 ottobre si è svolto all’Istituto Missioni Consolata il Convegno “Roraima (Brasile): quale futuro per i Popoli Indigeni?”.

Ha portato il saluto del Comune di Torino l’Assessore ai Servizi Sociali, Cooperazione e Relazioni Internazionali Giovanni Maria Ferraris, che ha ricordato gli interventi del Comune di Torino e della Regione Piemonte a fianco degli Indigeni di Roraima, con il progetto tra l’altro di ricostruzione della Scuola Indigena di Surumù e del Centro Culturale Indigeno di Boavista. L’Assessore ha ringraziato “in particolare i Missionari della Consolata, che hanno per gli Indios speso la vita e anche perso delle vite. Il nostro primo compito come Istituzioni- ha detto l’ing. Ferraris - è ricordare e non far dimenticare. Continuiamo quindi a lavorare insieme per la libertà dei Popoli Indigeni, perché operare per i loro diritti è adoprarsi anche per i nostri diritti”.

Carlo Miglietta, Segretario del CO.RO. (Comitato Roraima di solidarietà con i Popoli Indigeni del Brasile), promotore del Convegno, ha ricordato l’etnocidio compiuto in Brasile contro le Popolazioni Indigene, e la lunga lotta non violenta che esse hanno attuato e tuttora conducono per la loro sopravvivenza.

Il Missionario della Consolata fratel Carlo Zacquini, Responsabile della Pastorale Indigenista della Diocesi di Roraima e mitica figura di difensore degli Indios, ha sottolineato come fino ad alcuni anni fa essere Indio era percepito come un’umiliazione, una vergogna, e addirittura “alcuni li paragonavano alle bestie feroci, e si sentivano in dovere di ucciderli. Oggi gli Indigeni cominciano a capire che essere Indio è una cosa bella, perché l’Indio è portatore di valori, come la vita comunitaria, il rispetto per la natura e per l’ambiente, talora un’intensa spiritualità, valori che vanno invece conservati e insegnati a tutti”.

Edinho Batista de Souza, Indios Macuxì, Responsabile della Scuola di Surumù, che nel 2005 fu totalmente distrutta, insieme alla Chiesa e al piccolo Ospedale, da centocinquanta bianchi invasori, e che ora è stata parzialmente ricostruita, ha affermato che la Scuola Indigena “è sempre vista come una minaccia dal Governo di Roraima, in mano a latifondisti e grandi allevatori, che cercano tuttora di ostacolare in ogni modo l’educazione degli Indios. Eppure essa continua a formare leaders indigeni, e a insegnare un’agricoltura sostenibile e rispettosa della natura e dell’ambiente”.

Ha preso la parola Otélia Morais, India Macuxì, Leader del Movimento Donne Indigene di Roraima: “Nonostante tutte le discriminazioni che subiamo, siamo impegnate a promuovere l’educazione dei giovani e la formazione soprattutto delle donne, aggrappandoci alla Fede che ci ispira a sostenere le battaglie senza scoraggiarci”.

Cleoton Level Salomão, Indios Macuxì, Coordinatore dei Capi Indigeni di Campo Formoso, ed esperto di agricoltura indigena tradizionale, ha denunciato: “Mentre prima i grandi coltivatori, allevatori, commercianti di legname, e le industrie minerarie ci invadevano illegalmente, ora i Politici stanno tramando per rendere legale l’invasione delle terre e la distruzione delle risorse indigene. Le diciannove limitazioni poste dal Supremo Tribunale al riconoscimento come terra indigena della Raposa Serra do Sol aprono le porte a nuove invasioni”.

Gli Indigeni di Roraima hanno calorosamente ringraziato i Benefattori che da anni li sostengono, e hanno invitato a stringerci oggi più che mai al loro fianco con una forte pressione internazionale sul nuovo Governo brasiliano che a giorni sarà eletto: “Grazie per aver creduto ai nostri diritti – ha concluso il Macuxì Edinho -: aiutateci a garantire la nostra autonomia sociale, politica, culturale”.

Per ulteriori informazioni, e per vedere le foto del Convegno: www.giemmegi.org

 

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