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La festa dei parenti di missionari della Consolata a Torino/casa madre PDF Stampa E-mail
Scritto da Sébastien Ntoto   
Mercoledì 29 Settembre 2010 00:00
camdr222La regione d’Italia ha, tra tante altre particolarità, quella di celebrare la festa dei parenti di missionari della Consolata sparsi nel mondo. Certamente, è una iniziativa molto importante che nasce dall’idea del nostro padre Fondatore, il beato Giuseppe Allamano. Egli diceva che i nostri parenti sono i nostri primi benefattori dell’istituto. Tutto questo perché loro forniscono i materiali o gli strumenti  utilissimi per la missione. In questo senso, loro sono anche i grandi collaboratori dell’istituto che è un’opera divina e dei loro figli. In effetti, la preparazione di questo grande momento ha preso il suo inizio con l’arrivo dei seminaristi del seminario teologico internazionale di Bravetta-Roma giovedì. Tra di loro c’erano uno della specializzazione a casa madre, due della specializzazione a Bravetta, uno dell’anno di servizio a casa madre, cinque di teologia di base a Bravetta e uno di filosofia della comunità di Fossano. Tutti sotto la guida del padre Giovanni Bertello della casa madre. La festa dei parenti di missionari, in questo giorno, ha anche suscitato altri momenti particolari. Per esempio, l’arrivo del padre Aquiléo Fiorentini, nostro superiore generale, venerdì pomeriggio. Con lui e con un bel numero di missionari residenti o di passaggio a casa madre, abbiamo avuto la celebrazione eucaristica al santuario della Consolata sabato sera, presieduta da lui. Nella sua omelia, il padre generale, vedendo la situazione del povero Lazzaro e del ricco nel vangelo di Luca della 26°domenica del tempo ordinario, ha sottolineato acutamente che nell’uso dei beni, dei doni ricevuti da Dio, dobbiamo tenere presente i fratelli e le sorelle in difficoltà accanto a noi, evitando il carattere egoistico. Questo ultimo ci allontana dalla comunione con Dio. Passando questo giorno, siamo entrati nella domenica. Le attività della domenica, giorno previsto per questo grande momento, sono iniziate con l’accoglienza dei parenti di missionari con un caffè. Un altro momento particolare di questa festa è l’arrivo di sua eccellenza monsignore Giuseppe Bertello, nunzio apostolico in Italia, cugino del Padre Bertello. Al suo arrivo, tutti siamo andati nella sala continenti del C.A.M. ( centro di animazione missionaria ).Lì, tutto è partito da un augurio di benvenuto ai parenti, seguito dalla breve presentazione biografica del padre generale da padre Bertello. Alla fine di quello, il padre generale ha parlato della situazione attuale dell’istituto e il suo obbiettivo nell’animazione missionaria e vocazionale (il dialogo inter-religioso, la formazione e la promozione umana ). Su questo, egli ha messo l’accento sulle ultime aperture fatte: Mongolia in Asia, Polonia in Europa e Messico in America latina. Ha allargato il discorso parlando anche del prossimo capitolo generale che si terrà a Roma, toccandone gli aspetti sublimi. Tra questi, abbiamo la persona del missionario, la formazione dei giovani ( seminaristi ) e l’organizzazione dell’istituto nei rapporti con le sue varie circoscrizioni e con la chiesa locale.   Ha anche parlato della preoccupazione per l’istituto, cioè quella di non tradirlo. Alla sua conclusione, egli, a nome di tutti i missionari della Consolata, ha fatto un augurio di una buona festa, per l’intercessione della Santissima Vergine Consolata e del Beato Giuseppe Allamano, a tutti i parenti presenti e assenti per certi motivi.Dopo tutto questo, c’è stata la presentazione di un video preparato dai seminaristi di Bravetta. ll video conteneva le mappe dei paesi dove siamo presenti nel mondo con i loro anni di apertura e il loro numero dei missionari. In più, abbiamo anche visto alcune attività della regione d’Italia, per esempio la pastorale degli immigrati. Alla conclusione di questa presentazione, noi seminaristi ci siamo presentati dicendo il paese di provenienza e il livello attuale di ciascuno di lnoi. Alla fine abbiamo cantato “Tokobondela yo, mama Maria”( noi ti supplichiamo, o mama Maria). Poi il padre Bertello ci ha presentato monsignore Bertello con vari incarichi già avuti, come nunzio apostolico in Sudan, in Turchia, in Venezuela, in Togo, in Burundi, in Italia, in Messico…Dopo aver realizzato tutti questi diversi momenti, siamo passati all’aspetto esclusivamente spirituale.Questo aspetto ci ha fatto cambiare il luogo. Cioè dalla sala continenti alla chiesa del beato Giuseppe Allamano. Lì, abbiamo avuto la celebrazione eucaristica presieduta da sua eccellenza monsignore Giuseppe Bertello. Nella sua omelia, sua eccellenza ci ha invitati alla conversione, allontanandoci dalla chiusura su noi stessi e aprendo i nostri cuori e i nostri occhi ai fratelli e alle sorelle bisognosi. Questo è possibile solo se noi accogliamo la Parola di Dio, mettendola in pratica. Dopo questo momento così importante, siamo passati a un altro ancora importante. Si tratta del pranzo. Qui una novità è che noi seminaristi ci siamo vestiti da camerieri con le giacche bianche. Cioè erano loro stessi i camerieri. Dopo questo, siamo andati nell’aula magna del C.A.M. Lì, abbiamo assistito al concerto molto bello del fisorchestra Rossini. Questo ultimo ci ha animati in alcuni brani molto interessanti. Certo, è così che abbiamo concluso questa grande festa.
 

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