|
Circa 44 entità nazionali, tra cui figurano la Conferenza Nazionale dei Vescovi (CNBB) ed il Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane(CONIC), stanno promovendo un nuovo plebiscito popolare il cui tema è candente: “Limite della Proprietà della Terra”. Si tratta di una delle più antiche questioni che fanno parte della storia e dei sogni del popolo brasiliano, un’esigenza, un’urgenza che raccoglie il grido dei popoli nativi e non solo, affinché si realizzi, seppur tardamente, la sperata e agognata Riforma Agraria in un paese, la cui estensione di terre coltivabili e la più grande del pianeta. Il popolo brasiliano è già abituato a questo tipo di iniziative, infatti questo è il quarto plebiscito, di cui il più famoso è quello riguardante l’Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA), il cui risultato fece naufragare il progetto americano di mettere le sue poderose mani economiche sull’America Latina. Per aiutare a comprendere l’iniziativa è stato lanciato un documento popolare il cui contenuto risponde a dieci domande che si riassumono in un’unica grande questione: “Perché il limite delle terre nel Brasile?”.
Le dieci risposte danno una rapida e concreta visione della questione della terra, toccando i temi della miseria, della fame, della disoccupazione, del lavoro in schiavitù, della violenza che, hanno nelle multinazionali, nel latifondo, nell’agro negozio, nella mono cultura, la loro causa principale e come conseguenza, la fuga dal campo, l’espulsione delle famiglie dalla loro terra, l’aumento delle periferie delle città. Tra i dati che richiamano l’attenzione vi è il possesso da parte di pochi grandi proprietari di migliaia di ettari di terra, (44%), mentre le proprietà con meno di dieci ettari raggiunge solamente il 3% delle terre. Uno dei punti adottati come motivo della delimitazione delle terre è il fatto che, paesi economicamente e socialmente più sviluppati che il Brasile, come Italia, Giappone e Corea del Sud, hanno già stabilito limiti massimi per le loro terre rurali.
Il Plebiscito è un’iniziativa che si colloca nel contesto della settimana della Patria celebrata ogni anno dall’1 al 7 settembre, evento che i movimenti sociali terminano con il “Grito dos Excluidos” (Grido degli Esclusi), in contrapposizione alle parate militari. L’evento, giunto quest’anno alla 16ª edizione, oltre allo slogan: “ La vita in primo luogo”, colloca una domanda di fondo: “Dove sono i nostri diritti” e si conclude con un invito-proposta: “Scendiamo in strada per costruire un progetto popolare”. Anche a Roraima, le Pastorali Sociali della Diocesi e vari movimenti si sono impegnati affinché, sia il plebiscito come il Grido possano essere momenti di impegno e di promozione della giustizia e dei diritti di coloro che non hanno voce. |