Mentre Ismico.org si ritemprava dalle fatiche del web e si godeva un meritato riposo (rifacendosi per altro il trucco), il Corso di rinnovamento e formazione permanente per giovani missionari non perdeva colpo. Non avendo più dove riversare le notizie da comunicare al resto dell’Istituto abbiamo immagazzinato un po’ di materiale per farvi sapere come stanno andando le cose qui da noi a Newcastle, Sudafrica. Una delle prime regole che chi scrive sul Web è invitato a rispettare è quella di «scrivere articoli corti». Cercherò quindi di attenermici scrupolosamente. Innanzi tutto va detto che il nostro gruppo si è arricchito della presenza di padre Chrispine Okello e di padre Justus Adeka, incolpevoli ritardatari a causa di magagne burocratiche. Nel nostro ultimo resoconto ci avevate lasciati in compagnia dei padri Trabucco e Inverardi. Insieme a loro abbiamo passato una decina di giorni alla riscoperta delle radici del nostro carisma. È stato molto interessante, anche grazie alla competenza dei due relatori che, dall’alto della loro esperienza, hanno cercato di armonizzare la storia dell’Istituto con quelle che sono le esigenze della missione oggi.
Grande spazio è stato saggiamente dedicato alla condivisione, proprio per permettere a ciascuno di esprimere dubbi e certezze in merito alla sua esperienza di missionario della Consolata alle prese con un’eredità storica, culturale e spirituale con cui deve fare conto nella propria esperienza. È stato come tornare in noviziato, con la differenza che aspetti essenziali della nostra vita religiosa e missionaria (comunità, consigli evangelici, zelo, tensione alla santità, ecc.) sono stati letti alla luce del quotidiano, vissuto con gioia, talvolta con fatica, dopo dieci, dodici, quattordici anni di vita consacrata e presbiterale. Con la partenza dei due ex generali si è anche conclusa la prima fase del nostro cammino di rinnovamento. Sempre in compagnia dei due discepoli di Emmaus (icona biblica che, in comunione con il cammino dell’Istituto verso il capitolo, ci fa da punto di riferimento) abbiamo iniziato il secondo momento del corso, dedicato all’analisi e alla comprensione di fenomeni contemporanei che toccano e influenzano la nostra missione oggi. Padre Michael van Heerden, preside del St. Augustine College di Johannesburg (la locale università cattolica) e docente di filosofia ci ha guidati per tre giorni in un seminario dal titolo: «Imparare da Cristo ad essere missionari. La missione in Africa oggi». Autentico vulcano di storie, aneddoti, racconti, padre Michael ha coniugato con disinvoltura filosofia, teologia ed esperienza, dandoci un quadro attuale della missione e delle prospettive di questa nell’attualità complessa del paese che ci ospita. Per due giorni sono poi stati con noi padre Gabriel e Suor Thandi del celeberrimo Lumko Team, che hanno affrontato il tema impegnativo di Missione e inculturazione. Molto tempo è stato dedicato alla lettura dei documenti della chiesa che parlano del tema, cosa che, se da una parte ha permesso di riprendere in mano documenti sempre vivi come Evangelii Nuntiandi, Redemptoris Missio ed Ecclesia in Africa, dall’altra ha limitato il tempo per uno studio delle proposte e delle esperienze che si sono venute a creare anche all’interno della nostra stessa attività missionaria. Infine, si è dato spazio a tre esperienze significative di testimonianza della fede in Sudafrica. Sr. Cecilia Mkhonto, sudafricana, madre generale delle Suore di St. Brigit, invitata ufficiale al recente Sinodo per l’Africa ci ha parlato della sua esperienza a Roma e di come ha vissuto i temi dell’incontro e le prese di posizione dei Vescovi alla luce della realtà del suo paese. Il giorno seguente abbiamo ricevuto la visita del nostro confratello, S. E. Mons. José Luis Ponce de León, vicario apostolico della diocesi di Ingwavuma. Con il tono semplice e fraterno che lo contraddistingue, ma con anche una grande profondità, ci ha invitato, partendo dalla sua esperienza personale, a vivere con grinta questo tempo di aggiornamento. La prima parte del suo intervento è stata, di fatto, di natura spirituale, mentre nel pomeriggio c’è stato tempo per esplorare la realtà del vicariato a lui assegnato e delle sfide che quotidianamente vive insieme al suo clero. Il suo posto è stato preso, il giorno seguente, da padre Rocco Marra, parroco di Osizweni, una delle township servite dai nostri missionari nella zona di Newcastle. Rocco è venuto accompagnato da due coniugi della sua parrocchia, entrambi insegnanti, che hanno preso parte alla formazione voluta dalle diocesi del paese sul fenomeno del traffico degli esseri umani. Approfittando della cassa di risonanza offerta dai recenti Campionati del mondo di calcio, la Chiesa sudafricana ha infatti dato vita ad una campagna volta a combattere, innanzi tutto attraverso informazione e sensibilizzazione, questo orribile fenomeno di contemporanea schiavitù. Il Sudafrica rappresenta oggi uno dei crocevia più importanti di varie reti di traffici criminali, non ultimo quello delle persone; la situazione di grande povertà vissuta dalla gran maggioranza della popolazione lo espone inoltre ad essere direttamente colpito dalla piaga dello sfruttamento di suoi abitanti, per la maggior parte donne e minori di età. E qui chiudiamo le trasmissioni perché il discorso si sta facendo troppo lungo. Nella prossima comunicazione vedremo di raccontare ciò che è accaduto in quest’ultima settimana di permanenza a Newcastle, visto che da venerdì ci trasferiremo a Johannesburg per iniziare una nuova fase del nostro cammino. Ne approfitteremo anche per farvi sapere qualcosa delle nostre «gite» domenicali in visita vista alle nostre missioni e, soprattutto, quella appena conclusa al seminario di Merrivale. Alla prossima, allora. |